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Visualizzazione dei post con l'etichetta donne

Omaggio alle mie donne speciali

"Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno avuto di mostrare nulla, se non la loro intelligenza" Rita Levi Montalicini L’ 8 marzo . Ogni anno arriva e vivo dentro di me emozioni contrastanti. Conosco il significato profondo di questa festa, che ha a che fare con diritti, lavoro e morte di donne. Operaie agli albori del lavoro femminile extra-focolare. La storia la conoscete, o potete andare a leggerla ovunque. Ogni anno penso se abbia senso uscire a cena con le amiche, come fosse una conquista uscire sole. Come non lo facessimo qualsiasi altro giorno dell’anno. Senza bisogno di motivi particolari. E (quasi) ogni anno mi ritrovo ad una cena. E alla fine sono felice di averlo fatto. E sono felice soprattutto perché sono naturalmente circondata da donne speciali. Che magari non finiranno nei libri di storia ma sono quelle che la storia la fanno ogni giorno, con la loro vita. Le mie amiche . Donne in gamba, diversissime tra loro, che ogni giorno mi insegnano...

In quel bagno di Modena ci sono anch'io. Ci siamo tutti

Leggo di una società scandalizzata. Leggo tanti commenti, opinioni, psicologi e sociologi che cercano di spiegarci il perché e il percome dello stupro di gruppo di Modena. Nella Modena bene , tra ragazzi perlopiù minorenni .  E stamattina ho letto tra gli altri l'articolo su Repubblica di Concita De Gregorio . Sono d'accordo su molte cose che dice. E soprattutto sull'approccio che usa. Spostare l'attenzione da loro, i mostri e la vittima, a noi. Noi che da genitori, nonni, fratelli maggiori abbiamo educato questi ragazzi. E li abbiamo fatti essere quello che sono. Noi che facciamo troppe volte finta di non vedere e noi che continuiamo a proporre modelli sbagliati. A far credere alle ragazze che la via migliore da seguire sia quella delle Olgettine. Noi che quando vediamo un ottuagenario convivere con una quasi trentenne lo guardiamo quasi con ammirazione.  Noi che non ci fa nessun effetto se la pubblicità per vendere un paio di jeans usa modelle nude. E i jeans n...

Donne - femminismo e cultura

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La goccia che ha fatto scatenare in me la voglia, quasi l'urgenza, di scrivere questo post (più per sfogarmi che per reale bisogno di condividere il mio pensiero) è stato un commento letto su facebook di Andrea Scanzi ( qui il link ) in cui si inveiva contro la Presidente Boldrini rea (a dire di Scanzi) di aver posto il problema della mercificazione del corpo femminile, del modello errato di donna, che la pubblicità fa passare e che la società accetta. Ora, è ovvio che il problema posto dalla Boldrini non è nel fatto che ci siano milioni di donne che ogni giorno apparecchiano la tavola per la famiglia. Il problema è che da noi è considerato compito spettante alla donna quello di apparecchiare la tavola. E che la pubblicità, nel momento stesso in qui deve rappresentare la famiglia italiana, ci piazza una bella mamma a casa a spadellare, ecc ecc. Che poi la società non sia più quella da un pezzo pare importare molto poco ai signori pubblicitari. Che però così altro non fanno che...

Ero riuscita a distogliere lo sguardo...

Ecco, per quattro giorni avevo staccato completamente la spina da tutto questo. Da quando sono scesa il 1° maggio nella sala colazione del mio albergo a Berlino e ho messo in bocca il primo quarto della rosetta con burro e marmellata io sono entrata nel mio paradiso. Da lì in poi sono stata circondata da bellezza. Bella città, bella gente, buon cibo, ottima birra. Ero in un mondo dove tutto funzionava. E chissenefrega del vestito, del trucco e del parrucco. Poi sono dovuta tornare. Ed ecco qui a sentir parlare di spartizione delle poltrone , sentire santificare un losco figuro che ha guidato questo paese nel baratro in cui si trova ora per poi spingerlo sempre più giù, nelle sabbie mobili. E ora mi tocca anche sentire un fotografo parlare di femminicidio dando, ovviamente, la colpa alle donne. Perché tanto la colpa è sempre delle vittime , che qualcosa avrai pur fatto per meritarti tutto questo. Perché insomma se qualcuno ti picchia, ti ammazza o ti violenta la colpa è anche un po...

Incertezze

Siamo in un momento molto particolare del nostro Paese. Niente Governo, niente Papa, niente Capo della Polizia, niente Capo di Stato (nel senso che ormai siamo nel semestre bianco, quindi le sue funzioni sono di fatto ridotte al minimo). Tutto questo nel bel mezzo di una profonda crisi economica che sicuramente avrà (sta già avendo) ripercussioni a livello sociale . Una delle ripercussioni sociali della crisi economica è l'aumento del tasso di natalità . Non so se ci state facendo caso ma in giro ci sono un sacco di pancioni. E se penso alle mille seghe mentali che mi sto facendo io mi sembra davvero incredibile. Ma fior di sociologi dicono sia normale, in periodi di crisi si pensa di metter su famiglia. Sarà che la donna non vede più in pericolo il posto di lavoro (tanto l'ha già perso), sarà perché ci sembra di creare qualcosa di bello e solido in un periodo nero. Chissà! Poi c'è l'incertezza . Perenne. I giovani, i ragazzi che stano attraversando al decade de...

... FEMMINICIDIO ...

#83 NON ABBIAMO PIU' PAROLE

Fermiamo la strage (purtroppo) silenziosa

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Credo che ormai siamo arrivati a 83 cadaveri. Dall'inizio dell'anno. Ma il numero prendetelo con le pinze, non ho tenuto un conto esatto. Donne, uccise principalmente dai loro compagni o famigliari. Uccise dentro quelle mura che dovrebbero essere la massima espressione della sicurezza. Perché io quando cammino per strada e ho paura penso subito a casa mia, non vedo l'ora di arrivare a quel portone e mettermi al riparo. Ma per molte altre non è così. Per altre donne, per altre sorelle, le mura di casa sono trappole. Sono motivo di angoscia. Un compagno, un padre, un fratello che colpiscono, feriscono. Uccidono. Spesso tra i silenzi complici degli altri membri della famiglia, dei vicini che le urla le sentono ma non fanno niente. Stanno zitti. Anche i colleghi o gli amici che vedono i segni, sentono la paura. Ma niente. Indifferenza. Siamo tutti complici di questa strage. Noi che crediamo ancora che il movente sia la gelosia o il velo non messo. Noi che sentiamo le ...

#Save194

Ho pensato a lungo prima di scrivere questo post. Ho pensato a lungo perché non voglio che si pensi all'ennesima battaglia contro i mulini a vento. Non voglio che si faccia la fine di Pierino con il lupo, che a furia di gridare "al lupo, al lupo!" senza motivo poi quando un motivo c'era nessuno gli ha creduto. Poi però mi sono decisa e mi sono decisa perché credo che certi diritti acquisiti non debbano MAI essere messi in discussione. Neanche minimamente. DA NESSUNO. L'aborto è uno di questi. Ma cerchiamo di capirci. Viviamo in uno Stato in cui circa l'80% dei medici è obiettore di coscienza . Quindi se vado in ospedale per abortire è molto probabile che su 10 medici che incontro 8 mi diranno di no. Ma la Legge 194 non è solo aborto. La legge, tra l'altro, voluta dalla maggioranza degli italiani che ha deciso di approvare l'abrogazione del reato penale di aborto dentro i limiti consentiti dalla legge. Dentro la 194 c'è la prevenzione, l'...

Anarcoinsurrezionalisti e scorta

La giornata di oggi è iniziata con Manganelli che sbraitava circa la più grande minaccia dei nostri giorni! E uno dentro di sé pensa, oh finalmente le istituzioni si accorgono e iniziano a parlare di FEMMINICIDIO. Oppure, vista anche la triste ricorrenza di questi giorni, finalmente si torna a parlare di MAFIA e di quanto in periodo di crisi il pericolo che la criminalità organizzata penetri nella società civile sia forte (posti di lavoro, soldi, ecc). Ma no! Il più grande problema di Manganelli in questo momento sono gli ANARCOINSURREZIONALISTI (a parte che quando ho letto il titolo "Manganelli: il FAI è il vero terrorismo" pensavo che parlasse del Fondo per l'Ambiente Italiano, ma questo è un problema mio... non riesco ad associare la parola anarchici alla parola terrorismo. Il fatto è che proprio non mi parte la sinapsi). Gli anarchici sono sempre stati messi in mezzo, quando c'era da deviare l'attenzione da qualche altro problema, salvo poi, normalmente...

Diete e altre amenità

E' di questi giorni la notizia, che ha sollevato un polverone, dell'autoradiazione dall'ordine dei medici dell'ex Dott. Dunkan, quello della famosissima dieta iperproteica. Devo dire che il tema mi ha toccato un po' da vicino perché proprio in questi giorni ho scoperto di aver messo su quell'uno do due chili di troppo. Quelli che non ti fanno più andare bene certi vestiti che portavi da una vita (ma una vita davvero!). E allora mi sono messa in allarme. Io non ho mai avuto problemi di peso. Non ho mai fatto diete e non mi sono mai posta il problema di cosa e quando mangiare. Ho avuto un rapporto col cibo sempre molto sano. Mangio di tutto, mi piace mangiare e mangiare bene e vedo il momento dei pasti come un atto di convivialità, un modo per conoscersi e conoscere gli altri. Non sono mai stata una persona sedentaria, sono anzi iperattiva e dopo un po' che sono sul divano mi annoio a morte. Ho bisogno di muovermi e fare delle cose. In tutto questo que...

L'educazione delle fanciulle

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Ho letto questo libricino in un paio di giorni. Il libro è articolato come una conversazione a distanza fra Luciana Littizzetto e Franca Valeri, due generazioni a confronto. Io sono cresciuta in una famiglia estremamente matriarcale. La nonna ha sempre tenuto i fili della famiglia ed è sempre stata riconosciuta come capo famiglia. La mia educazione forse differisce con quella di alcuni mie coetanee poiché dipesa molto da mia nonna. Passavo molti periodi dell'anno con i nonni, alcuni dei quali circondata da cugini in grandi case. Non ho mai percepito una reale diversità di trattamento tra fanciulle e fanciulli. Però vedevo molto chiara la differenza tra me e i miei coetanei, più liberi in alcuni casi e più menefreghisti nei confronti dell'autorità (perché gli veniva permesso) dall'altra. Leggendo il libro si percepisce la differenza di educazione tra due generazioni diverse di fanciulle e due "classi sociali" diverse. Gli anni '30 della buona borghesia da un...

Vogliamo diventare una specie protetta?

Ho iniziato oggi a leggere " L'educazione delle fanciulle ". E di fanciulle oggi voglio parlare entrando nel dibattito sulle quote rosa e la rappresentanza femminile nei centri di potere, in particolare politico. Penso anche io come Rita Querzè in quest'articolo su La27Ora che noi donne siamo poco rappresentate nelle alte sfere perché la classe dirigente, maschile, dei partiti fa in un certo senso "muro" sulle candidature femminili. Penso anche io che ci sia un profondo maschilismo nella società per cui le prime parole che vengono alla bocca parlando di una donna riguardano l'aspetto fisico. Però penso anche, per rispondere alla domanda della Querzè, che non siano le quote rosa e l'imposizione attraverso i tribunali le strade da percorrere. Imporre una candidata solo perché donna non credo sia giusto. Pensarci così tanto diverse dagli uomini da fare per forza meglio di loro è un femminismo eccessivo che non fa altro che il gioco dei maschilisti....

Oggi, giornata internazionale della donna

Anche quest'anno l'8 marzo è arrivato. Con esso le mimose sulle scrivanie, le mimose ai semafori, ristoranti che offrono cene per sole donne, spogliarelli, riflessioni dal mondo politico più o meno intrise di ipocrisia e tanta, tanta, tanta retorica. Oggi i nostri compagni prepareranno la cena (?), laveranno i piatti (?), ci faranno uscire da sole (?) e domani? La situazione italiana per le donne non è certo idilliaca. La principale causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni risiede nelle mura domestiche e si chiama violenza familiare, femminicidio. Le donne che lavorano guadagnano meno degli uomini (a parità di posizione), fanno meno carriera e pochissime raggiungono posti di comando. Da noi la donna vive ancora in quell'immagine da pubblicità del Mulino Bianco di Regina del Focolare Domestico, Moglie&Madre. E' sulle sue spalle che si fa affidamento se in famiglia qualche anziano perde l'autosufficienza. E' sulle sue spalle che ricade la maggior p...

Taglie

Durante la settimana della moda mi è capitato di partecipare alla sfilata di Marni . E' stata una piacevole domenica mattina anche se uscendo dalla sfilata mi girava una cosa per la testa "ma che taglia portavano le modelle??????". Ricordo che c'era stato un forte dibattito all'interno della dirigenza del MilanoModaDonna per cercare di evitare la sfilata di manichini anoressici  sulle passerelle. Forse ho solo sognato. Avevo, uscita dalla sfilata, un senso di disgusto. Certo, so bene che le modelle non devono essere né eccessivamente belle né troppo formose perché è l'abito che deve risaltare, non loro. Però, mi domando, come posso giudicare un abito, come cade, le pieghe che prende, le forme e i volumi che crea sul mi corpo se lo vedo indossare da un manichino che fatica quasi a stare in piedi? Le modelle di quella sfilata a stento portavano una 38, avevano delle braccine che sembravano stuzzicadenti e tutto sembravano fuorché sane. Il tema dell'anore...

#FREEROSSELLA

Rossella Urru nasce a Samugheo (Oristano) 29 anni fa. Si laurea a Bologna in Cooperazione Internazionale e trova lavoro presso la Organizzazione Non Governativa CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli). Per la sua ONG si occupa di coordinare il campo profughi per rifugiati saharawi in Algeria. Rossella Urru dal 22 ottobre 2011 è stata rapita, insieme ad altri due cooperanti spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincòn e Enric Gonyalons. Della sua sparizione si sa poco. Pochi ne parlano e pochi sanno qualcosa. Si pensa che a rapirla sia stato un gruppo terroristico del Mali. Geppi Cucciari durante il festival di Sanremo ci ha, fortunatamente, ricordato (dato che i media tradizionali non se ne occupano) la triste vicenda rimarcando la differenza di Rossella rispetto alle donne che la tv è abituata a proporci. Rossella è una ragazza che ha studiato, che non ha preso scorciatoie. Che aveva un sogno ed è riuscita a realizzarlo. Rossella è una Donna con la D maiuscola. Che si...