Roma, tra una cacio e pepe e l'altra
Con la testa mi ritrovo spesso ad essere ancora lì, rivolta verso l’Arena ad immaginare sudore, sangue, grida, vita e morte scorrere velocissime. Mi ritrovo a immaginarmi mentre passeggio per il Foro, calzari ai piedi, bei gioielli a impreziosire i miei polsi e una capigliatura elaborata, in mezzo a bighe, templi, vestali e tribune politiche. A Roma è così facile immaginarsi il tempo che fu, lo senti scorrere dentro di te a ogni passo. Come la mattina, dopo colazione, che mi trovato a passeggiare tra Piazza San Giovanni e il mio albergo (all’altro lato di via Carlo Felice) e bam, hai delle mura complete di fianco a un giardinetto. O come quando esci da Villa Borghese a Porta Pinciana ( ciao Anna, è stato bellissimo passeggiare con te e finalmente conoscerti! ) e ti ritrovi la porta completa, io ci metto un attimo a immaginarmi la me me medioevale che per qualche motivo deve entrare a Roma e si ritrova proprio ad entrarci da lì. Le vestigia del passato servono a questo,...