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Il cammino (di una donna)

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Prendo spunto da questo video che il sito di Internazionale ha pubblicato martedì. Nel video si vede lo scorrere della vita di una donna, dall’infanzia alla vecchiaia. Lo scorrere del tempo è rappresentato da una passeggiata in solitaria della donna e ciò che ne esce è la solitudine e l’ assoluta attenzione UNICAMENTE al corpo della donna .  La donna non si piace, sempre, per vari motivi: poche tette – troppe tette – pancia – culo – maternità / occhiaie – vecchiaia e tette che cadono – solitudine.  Mi è sembrato molto stereotipante, a tratti offensivo, sicuramente non esplicativo di tutto ciò che essere “essere umano” in primis e donna nello specifico, rappresenti. Nella mia passeggiata sono a metà strada. Oddio magari un po’ più indietro visto che la speranza di vita si è di molto allungata rispetto all’epoca del Sommo. Sono passata dall’infanzia all’adolescenza e ora sono una donna matura che inizia a farsi strada nel mondo. È ovvio e innegabile che il ra...

In quel bagno di Modena ci sono anch'io. Ci siamo tutti

Leggo di una società scandalizzata. Leggo tanti commenti, opinioni, psicologi e sociologi che cercano di spiegarci il perché e il percome dello stupro di gruppo di Modena. Nella Modena bene , tra ragazzi perlopiù minorenni .  E stamattina ho letto tra gli altri l'articolo su Repubblica di Concita De Gregorio . Sono d'accordo su molte cose che dice. E soprattutto sull'approccio che usa. Spostare l'attenzione da loro, i mostri e la vittima, a noi. Noi che da genitori, nonni, fratelli maggiori abbiamo educato questi ragazzi. E li abbiamo fatti essere quello che sono. Noi che facciamo troppe volte finta di non vedere e noi che continuiamo a proporre modelli sbagliati. A far credere alle ragazze che la via migliore da seguire sia quella delle Olgettine. Noi che quando vediamo un ottuagenario convivere con una quasi trentenne lo guardiamo quasi con ammirazione.  Noi che non ci fa nessun effetto se la pubblicità per vendere un paio di jeans usa modelle nude. E i jeans n...

Ero riuscita a distogliere lo sguardo...

Ecco, per quattro giorni avevo staccato completamente la spina da tutto questo. Da quando sono scesa il 1° maggio nella sala colazione del mio albergo a Berlino e ho messo in bocca il primo quarto della rosetta con burro e marmellata io sono entrata nel mio paradiso. Da lì in poi sono stata circondata da bellezza. Bella città, bella gente, buon cibo, ottima birra. Ero in un mondo dove tutto funzionava. E chissenefrega del vestito, del trucco e del parrucco. Poi sono dovuta tornare. Ed ecco qui a sentir parlare di spartizione delle poltrone , sentire santificare un losco figuro che ha guidato questo paese nel baratro in cui si trova ora per poi spingerlo sempre più giù, nelle sabbie mobili. E ora mi tocca anche sentire un fotografo parlare di femminicidio dando, ovviamente, la colpa alle donne. Perché tanto la colpa è sempre delle vittime , che qualcosa avrai pur fatto per meritarti tutto questo. Perché insomma se qualcuno ti picchia, ti ammazza o ti violenta la colpa è anche un po...

E' il mio corpo che cambia

Lo sapete, ho messo su un paio di chili da quando ho smesso di fumare (ca. 4 mesi fa). Non ho mai avuto problemi col mio corpo, per dire indoss(av)o ancora vestiti di quando avevo 16 anni. Si è solo trattato di accettarlo, come per tutti adolescenza da incazzata ma ora piena consapevolezza e gioia per quello che ho. Questi due chili hanno un po' scombussolato tutto. Forse perché sono arrivati alla fine di un anno bello e complicato, pieno di tante cose. Cambiamenti interni ed esterni che già stavo cercando di capire ed accettare. Ho pensato alla dieta , ma non fa per me. Troppa gioia per la cucina. Ho provato con lo sport (corsa) ma ho dovuto mollare dopo due settimane causa ginocchia operate che non hanno gradito. Mi rimane solo camminare . E poi la cosa più importante. Accettarmi . Accettarmi per quello che sono, per il cambiamento che sta interessando me e il mio fisico. E lo sto facendo . E so che ci riuscirò. A dirla tutta in questo momento quello che più mi da noia dei...

... FEMMINICIDIO ...

#83 NON ABBIAMO PIU' PAROLE

Fermiamo la strage (purtroppo) silenziosa

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Credo che ormai siamo arrivati a 83 cadaveri. Dall'inizio dell'anno. Ma il numero prendetelo con le pinze, non ho tenuto un conto esatto. Donne, uccise principalmente dai loro compagni o famigliari. Uccise dentro quelle mura che dovrebbero essere la massima espressione della sicurezza. Perché io quando cammino per strada e ho paura penso subito a casa mia, non vedo l'ora di arrivare a quel portone e mettermi al riparo. Ma per molte altre non è così. Per altre donne, per altre sorelle, le mura di casa sono trappole. Sono motivo di angoscia. Un compagno, un padre, un fratello che colpiscono, feriscono. Uccidono. Spesso tra i silenzi complici degli altri membri della famiglia, dei vicini che le urla le sentono ma non fanno niente. Stanno zitti. Anche i colleghi o gli amici che vedono i segni, sentono la paura. Ma niente. Indifferenza. Siamo tutti complici di questa strage. Noi che crediamo ancora che il movente sia la gelosia o il velo non messo. Noi che sentiamo le ...

#Save194

Ho pensato a lungo prima di scrivere questo post. Ho pensato a lungo perché non voglio che si pensi all'ennesima battaglia contro i mulini a vento. Non voglio che si faccia la fine di Pierino con il lupo, che a furia di gridare "al lupo, al lupo!" senza motivo poi quando un motivo c'era nessuno gli ha creduto. Poi però mi sono decisa e mi sono decisa perché credo che certi diritti acquisiti non debbano MAI essere messi in discussione. Neanche minimamente. DA NESSUNO. L'aborto è uno di questi. Ma cerchiamo di capirci. Viviamo in uno Stato in cui circa l'80% dei medici è obiettore di coscienza . Quindi se vado in ospedale per abortire è molto probabile che su 10 medici che incontro 8 mi diranno di no. Ma la Legge 194 non è solo aborto. La legge, tra l'altro, voluta dalla maggioranza degli italiani che ha deciso di approvare l'abrogazione del reato penale di aborto dentro i limiti consentiti dalla legge. Dentro la 194 c'è la prevenzione, l'...

Vogliamo diventare una specie protetta?

Ho iniziato oggi a leggere " L'educazione delle fanciulle ". E di fanciulle oggi voglio parlare entrando nel dibattito sulle quote rosa e la rappresentanza femminile nei centri di potere, in particolare politico. Penso anche io come Rita Querzè in quest'articolo su La27Ora che noi donne siamo poco rappresentate nelle alte sfere perché la classe dirigente, maschile, dei partiti fa in un certo senso "muro" sulle candidature femminili. Penso anche io che ci sia un profondo maschilismo nella società per cui le prime parole che vengono alla bocca parlando di una donna riguardano l'aspetto fisico. Però penso anche, per rispondere alla domanda della Querzè, che non siano le quote rosa e l'imposizione attraverso i tribunali le strade da percorrere. Imporre una candidata solo perché donna non credo sia giusto. Pensarci così tanto diverse dagli uomini da fare per forza meglio di loro è un femminismo eccessivo che non fa altro che il gioco dei maschilisti....

Pensierini del venerdì

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Siamo a venerdì, un'altra settimana è passata e tante cose si sono affollate nel mio cervello. Ho bisogno di buttarle fuori altrimenti esplodo. 1. Coppie omosessuali Giovanardi, Casini (C.), Alfano, ecc questa settimana hanno pensato bene di prodigarsi in curiose affermazioni sulle coppie omosessuali. Una peggio dell'altra. Sembrava di essere tornati nell'Italia medioevale, ai tempi della Santa Inquisizione. Io proprio non riesco a capire perché in Italia si viva questa contrapposizione tra famiglia tradizionalmente intesa (uomo+donna+figli - preferibilmente sposati) e altre forme di famiglia che si sono create con il passare del tempo (e dal 1300 a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti). Non esiste nessuna contrapposizione. Le due forme coabitano normalmente e tranquillamente nella società moderna. Nessuno ruba il posto ad un'altra e nessuno obbliga il vicino a vivere come vive lui. A costruirsi una famiglia seguendo il suo modello. Invece ci sono tutti questi po...

Oggi, giornata internazionale della donna

Anche quest'anno l'8 marzo è arrivato. Con esso le mimose sulle scrivanie, le mimose ai semafori, ristoranti che offrono cene per sole donne, spogliarelli, riflessioni dal mondo politico più o meno intrise di ipocrisia e tanta, tanta, tanta retorica. Oggi i nostri compagni prepareranno la cena (?), laveranno i piatti (?), ci faranno uscire da sole (?) e domani? La situazione italiana per le donne non è certo idilliaca. La principale causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni risiede nelle mura domestiche e si chiama violenza familiare, femminicidio. Le donne che lavorano guadagnano meno degli uomini (a parità di posizione), fanno meno carriera e pochissime raggiungono posti di comando. Da noi la donna vive ancora in quell'immagine da pubblicità del Mulino Bianco di Regina del Focolare Domestico, Moglie&Madre. E' sulle sue spalle che si fa affidamento se in famiglia qualche anziano perde l'autosufficienza. E' sulle sue spalle che ricade la maggior p...

Sulla festa della donna

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I dati degli ultimi mesi sono scoraggianti se si pensa che dal 1° gennaio ad oggi 36 donne sono state uccise all'interno delle mura domestiche. Se non bastasse nel 2006 furono 101 i casi di femminicidio  nel nostro Paese, nel 2010 sono stati 127. In Italia è la prima causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni. La speciale unità delle Nazioni Unite impegnata contro la violenza sulle donne, presieduta da Rashida Manjoo, ha usato questo termine lanciando un monito soprattutto all'Italia. Il termine venne usato per la prima volta parlando di una strage di donne avvenuta a Ciudad Juarez in Messico a partire dal 1994. Questi sono i dati, freddi e inquietanti. Mancano ormai 3 giorni scarsi alla festa della donna. Anche il nome è sbagliato secondo me. Sarebbe meglio definirla "Giornata mondiale di riflessione sulla donna". Questo dovrebbe essere. Non dovrebbe avere a che fare con uscite con le amiche, spogliarelli, cene, fiori... Non nasce per questi motiv...

I Care #FreeRossellaUrru

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Oggi è il Bloggin Day dedicato a Rossella Urru e a tute quelle persone rapite di cui non si sente più parlare nel nostro Paese. Rossella è il simbolo, dicendo #FreeRossellaUrru diciamo LIBERI TUTTI! E chiediamo che l'opinione pubblica e i media non dimentichino. Già, i media. Quei media che si occupano di donne solo quando mostrano (s)vestiti con spacchi vertiginosi o si alzano la gonna alla fine di un convegno sulla finanza internazionale. Quei media che si occupano di farfalle, trucchi, calendari... ma dimenticano le donne vere, le donne che in questo Paese lottano per affermare se stesse senza utilizzare il loro corpo, utilizzando il cervello e le loro abilità. L'oblio in cui il rapimento di Rossella (e con lei quello di molte altre persone - Giovanni Lo Porto, Maria Sandra Mariani, Franco Lamolinara) è deprimente, è scoraggiante. Ma da questo scoramento dobbiamo ripartire, dobbiamo far sentire ancora più forte la nostra voce. Dobbiamo credere che si possano cambiare ...

#FREEROSSELLA

Rossella Urru nasce a Samugheo (Oristano) 29 anni fa. Si laurea a Bologna in Cooperazione Internazionale e trova lavoro presso la Organizzazione Non Governativa CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli). Per la sua ONG si occupa di coordinare il campo profughi per rifugiati saharawi in Algeria. Rossella Urru dal 22 ottobre 2011 è stata rapita, insieme ad altri due cooperanti spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincòn e Enric Gonyalons. Della sua sparizione si sa poco. Pochi ne parlano e pochi sanno qualcosa. Si pensa che a rapirla sia stato un gruppo terroristico del Mali. Geppi Cucciari durante il festival di Sanremo ci ha, fortunatamente, ricordato (dato che i media tradizionali non se ne occupano) la triste vicenda rimarcando la differenza di Rossella rispetto alle donne che la tv è abituata a proporci. Rossella è una ragazza che ha studiato, che non ha preso scorciatoie. Che aveva un sogno ed è riuscita a realizzarlo. Rossella è una Donna con la D maiuscola. Che si...