Fermiamo la strage (purtroppo) silenziosa

Credo che ormai siamo arrivati a 83 cadaveri. Dall'inizio dell'anno. Ma il numero prendetelo con le pinze, non ho tenuto un conto esatto.

Donne, uccise principalmente dai loro compagni o famigliari. Uccise dentro quelle mura che dovrebbero essere la massima espressione della sicurezza. Perché io quando cammino per strada e ho paura penso subito a casa mia, non vedo l'ora di arrivare a quel portone e mettermi al riparo.
Ma per molte altre non è così. Per altre donne, per altre sorelle, le mura di casa sono trappole. Sono motivo di angoscia.
Un compagno, un padre, un fratello che colpiscono, feriscono. Uccidono.
Spesso tra i silenzi complici degli altri membri della famiglia, dei vicini che le urla le sentono ma non fanno niente. Stanno zitti. Anche i colleghi o gli amici che vedono i segni, sentono la paura. Ma niente. Indifferenza.

Siamo tutti complici di questa strage.

Noi che crediamo ancora che il movente sia la gelosia o il velo non messo.
Noi che sentiamo le urla e non chiamiamo la polizia.
Noi che passiamo in fretta con indifferenza di fianco a una coppia che litiga, pur vedendo che le mette le mani addosso.
Noi che facciamo finta che non stia succedendo niente.
Noi che è alleviamo i maschi nella convinzione di essere superiori.
Noi che crediamo ancora che l'uomo deve fare l'uomo (con tutto quello che questo comporta).
Noi che se una donna mette la minigonna allora se la cerca.
Noi che se una donna lavora è una puttana.
Noi che se uno se ne fa 10 è un figo. Se lei se ne fa 10 è una troia.

Tutti noi siamo complici.
Si tutti, anche tu pubblicitario che non fai altro che mettere tette e culi in vetrina. E' anche tua la colpa.

E allora BASTA! Spezziamo per una volta questa catena. DICIAMO BASTA A TUTTO QUESTO.



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