#ComeProust: di confini abbattuti
Ho tra le mani l’articolo di quel contadino belga che ha spostato il confine con la Francia per passare meglio col trattore sul suo campo. E rido molto. I confini sono la mia passione. Quando organizzo un viaggio cerco sempre di capire se sarà possibile visitare qualche frontiera, qualche confine. I confini spesso sono qualcosa di quasi solido e tangibile, li vedi arrivare: sbarre, controlli oppure montagne e fiumi che segnano i confini naturali. Altre volte invece passano e quasi non ci si accorge di loro, come se fossero solo qualcosa di immaginario, nella testa degli uomini e nelle cartine, più che nel mondo reale. Però poi, a ben guardare, non è mai così. I confini ci sono e bisogna anche saperli cullare. A me piacerebbe molto un mondo senza barriere, dove la libertà di viaggiare, muoversi e spostarsi fosse garantita al 100% anche se mi rendo conto essere utopia. Mi piacerebbe molto un mondo così perché vorrebbe dire avere un mondo mischiato, pieno di z...