#ComeProust: profumo di libertà
Ieri è stato un grande giorno, una piccola puntura sul braccio e un enorme sospiro di sollievo, un senso di liberazione profonda, l’idea che forse qualcosa davvero sta cambiando e si può iniziare a ricominciare. Iniziare a ricominciare. Quante volte ci abbiamo provato in questo anno e mezzo? Per me troppe. All’inizio, dopo il primo lockdown, è sembrato molto un “liberi tutti” che ha portato a molti danni. Anche io mi sono unita a quella folla, speranzosa che tutto sarebbe passato e finito così. Invece la mazzata della seconda ondata, le chiusure alternate a riaperture, i colori, i confini chiusi ma non sempre e non per tutti che non ci capiva più niente. L’ansia che ogni piccolo spiraglio potesse significare nuove chiusure (che poi dietro le chiusure c’erano dati allarmanti, persone che stavano male, morti). Insomma, io da ottobre dell’anno scorso mi sono rintanata nel mio piccolo cantuccio e il mondo l’ho visto col contagocce e solo se obbligata. E ora, ora mi sembra di tornare a...