Prigionieri del paradiso

Un incidente aereo e d'improvviso la vita di 50 persone cambia per sempre.

Ed è così che tagliaboschi finlandesi, ostetriche svedesi e l'equipaggio inglese si trovano catapultati in un'isola tropicale, senza neanche sapere esattamente dove, e devono arrangiarsi a vivere al meglio mentre aspettano i soccorsi.
Passano così diversi mesi, e la comunità si organizza in un modo sorprendente. Un vero e proprio sistema socialista, dove non c'è proprietà privata, tutto è di tutti e tutto funziona (quasi) alla perfezione (distillazione di alcolici e sauna compresi). Ma poi, vorranno tornare indietro? In un'Europa incasinata, in una società occidentale invischiata in guerre e capitalismo galoppante? Vorranno separarsi dal loro paradiso, o la sindrome di Stoccolma li rapirà?

Un viaggio interessante che sbaraglia l'idea di mors tua vita mea per una più accattivante e rivoluzionaria idea che se ci aiutiamo l'un l'altro otterremo il miglior risultato possibile. E nel mentre Paasilinna ci racconta la sua idea di società ideale, di rapporto con la natura e tra le persone, facendo di questo romanzo che può sembrare banale un manifesto della giusta società.

"Quando tutto è di tutti, il singolo non ha la tentazione di commettere furti o di accumulare riserve ai danni della collettività"

Un nuovo Robinson Crusoe, con una concezione meno feudale delle relazioni umane. Un punto di vista interessante che mi ha posto davanti a molti interrogativi.


Prigionieri del paradiso - A. Paasalinna
Ed. Iperborea 
P. 199 - 15,00 Euro

Consigliato a chi: vuole passare qualche ora di spensieratezza ma anche a chi ha voglia di farsi domande e ripensare ai rapporti nella nostra società  

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