Post

Urlo & Kaddish

Immagine
Non mi sono mai piaciuti i critici letterari che cercano di spiegarti le poesie. La poesia, come un quadro, è una visione personale del poeta, in quel preciso momento in cui la scrive. E il poeta decide di donarla al pubblico, che la fa propria e dentro – come in quadro – ci sente emozioni proprie. Dettate anche dal momento specifico (storico e personale) in cui viene letta. Per questo fare una critica a una poesia e cercare di spiegarne il significato non è semplice. E, a mio parere, neanche giusto. Mi sono piaciute – tuttavia – in questa edizione di Urlo & Kaddish, le due introduzioni. La prima, di Furio Colombo , in cui viene raccontato Ginsberg al lettore (e quello che Colombo vede in lui, un Profeta). La seconda è affidata al traduttore , lavoro arduo con la poesia in genere (immagino anche di più con questo tipo di poesia). Interessante per il punto di vista, ci spiega brevemente il periodo in cui la poesia – storicamente – si inserisce e le sue emozioni, cambiat...

Kitchen

Immagine
Il libro è avvolto in un’ atmosfera surreale . Sprazzi di vite sospese. Dolore che si mischia all’andare avanti, inesorabile. A quella sensazione, purtroppo da tutti provata, che il mondo finisca quando perdiamo una persona cara ma, allo stesso tempo, la consapevolezza che domani apriremo gli occhi comunque . Mangeremo, cammineremo, lavoreremo e.. rideremo. Di nuovo. "Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d’animo gran parte della storia è incisa nei sensi." Primo libro di Banana Yoshimoto, Kitchen affronta il tema della perdita, dell’abbandono e del riuscire ad andare avanti nonostante tutto. È la normalità nell’affrontare il dolore che rende il libro surreale, nonostante sia una cosa assolutamente naturale, che tutti abbiamo provato. I personaggi sembrano sospesi in una bolla. Come lo è la testa, mentre si deve affrontare una perdita profonda e continuare con la propria vita. Ci si sente sospesi, a volte si fatica a respirare, ma si va avanti. A ...

Il Paradiso (bianco) si può raggiungerlo con un trenino (rosso)

Immagine
Rete delle ferrovie e nail art casalinga Questa è la storia di una domenica si sole di fine marzo, quando ho passeggiato per il paradiso . A Capodanno, tornando in treno da Trieste a Milano, sfogliavo la guida “Week end low cost” del Touring, presa anni fa e com’è come non è, sono finita sulla pagina che parlava del trenino rosso del Bernina (che poi se volete sul low cost se ne può parlare) . Da quel giorno io e il mio moroso abbiamo avuto questo chiodo in testa. E già la data decisa. 30 marzo, giusto giusto per il mio compleanno . Il trenino rosso in mezzo al verde Volendo fare una cosa davvero low cost (per quanto possibile, visto che solo il trenino ha un costo di 50 euro) abbiamo optato per una gita in giornata , quindi partenza all’alba da Milano (che poi era più notte, visto che l’ora legale entrava in vigore proprio domenica) in direzione Tirano e da lì, cambiando treno (e stazione) via sullo splendido Trenino Rosso del Bernina , patrimonio Unesco dal 2008...

9 notti a Parigi

Immagine
Un italiano trasferitosi a Parigi per lavoro. Un ragazzo sui trentanni nella Ville Lumiere. Un cicerone d'eccezione, che ci racconta le sue serate e i suoi racconti e, attraverso di loro, Parigi. Parigi in tutto il suo splendore, la sua forza. Una Parigi però al di là dell'immagine patinata, al di la della Parigi romantica e immaginata nella testa. Una Parigi che - a tratti - sembra più Londra, trasgressiva e underground (insomma si finisce anche in party organizzati a 30 metri sottoterra... ), però sempre impeccabilmente francese (si beve champagne con dei senza tetto). Lettura interessante per chi sta per andare a Parigi, per avere un paio di indirizzi e farsi un'idea in testa diversa dal cliché, ma comunque divertente e scorrevole. A prescindere da un viaggio. Insomma godetevelo.. (e se siete un po' curiosi l'autore ha anche un sito dedicato al libro , con mappe e itinerari dei luoghi toccati. Io qualche indirizzo ce l'ho già in nota!) Purtroppo il si...

Un altro anno è passato. Sono sempre io.

Immagine
ma quant'ero bella con mio nonno e lo zio Nino?? Il mio compleanno è un giorno che mi piace . naturale. E non sono quelle rughe in più a modificare il mio sentire me stessa. E non è un numero in più o in meno a cambiare chi sono. Mi piace festeggiarlo. Festeggiare il tempo che è passato, il tempo che deve ancora venire. Sarà che amo i cambiamenti, li desidero anche. E perciò questo giorno non mi né paura né angoscia. Vivo il tempo che passa in maniera del tutto Nonna - Rosi e io, qualche anno fa Certo, il passare del tempo ci modifica. Nel bene e nel male. Si cambia. Ci si plasma. E, soprattutto, si cresce. E questo è buono, bello, persino salutare.  Fossi ancora quella che ero a 15 anni avrei qualche problema. Certo ho qualche rimpianto. Qualche situazione che magari, con la testa di oggi affronterei in modo diverso, magari sapendo come è andata cambierei strada... Però la vita non funziona così. Cucinando.. at my home!  E se avessi cambiato quella...

Parigi è un lungo tramonto

Immagine
Parigi è un lungo tramonto non è un romanzo, non è una guida, è una via di mezzo.  Un racconto , a tratti informativo – come una guida deve essere – a tratti emozionale/emotivo , come richiesto in un libro da cui ti aspetti la visione di una città da parte dell’autore. Per Laurana Monina viaggia in giro per l’Europa, per cercare di afferrare lo spirito europeo oggi. E ci racconta ciò che vede, i suoi ricordi, le sue impressioni. E poi ci aiuta anche a mettere insieme i pezzi per una visita in questa o quella città. Credo che questo libro, così come gli altri di Europe, possano essere letti prima di aver deciso una particolare destinazione, per farsene venir voglia; quando già la si è scelta, per avere una prima infarinatura; quando il viaggio è ormai quasi pronto (nel mio caso), per – diciamo così – fare una specie di ripasso generale e sentire le ultime impressioni di un viaggiatore; quando si torna, per intrecciare una sorta di dialogo con l’autore e scambiarsi opi...

Il cibo nel mondo. Ovvero di come riempire lo stomaco (con gusto) ovunque

Immagine
In questo momento sto leggendo un bel libro. Una via di mezzo tra racconto e guida di viaggio. Parigi è un lungo tramonto  di Michele Monina, libro inserito nella più ampia collana Europe . Ma del libro parleremo più avanti... Arriverà la recensione stay tuned . Si da caso che uno dei capitoli si intitoli "Stomaco [stò-ma-co] cibo " . Un capitolo abbastanza sbrigativo, senza eccessi da parte di Monina. Ma mi ha dato il la, lo spunto, per una riflessione che ho in testa da molto tempo. Super mix di pesce a Figuera da Foz (Portogallo) Un po', se mi conoscete e / o leggete queste pagine, sapete già che ho una mezza mania circa il cibo (e in special modo il cibo applicato  ai viaggi). Ho viaggiato abbastanza, con la famiglia, gli amici, i morosi e pure da sola. Ho girato quasi tutta la nostra bella (e maltrattata) penisola e un po' per l'Europa.. e sono anche finita oltreoceano... a Boston e NYC... e posso dire una cosa con certezza, ho mangiato BENE OVUN...