Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano. (I. Calvino - Le città invisibili)
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Visto il tempo che c'è qui ho deciso di postare questa fotografia, un luogo meraviglioso, unico.... L'Africa così vicina, il mare, il vento... che bei ricordi.....
In questo momento sono alle prese con un'organizzazione di viaggio soft: una settimana fermi a Colonia, girando i dintorni con metro (Bonn) e treni (Aquisgrana, Duesseldorf). La mia mente però a tratti vola verso un altro viaggio che vorrei fare in Germania, per quest'anno non era cosa, perché il confine tra Germania e Danimarca (via mare e treno) era un po' ballerino (ed è stato chiuso fino poco fa). Quindi non è questo il momento. Ma prima o poi... La mia idea è partire da Amburgo, visitare Lubecca, Rostock, Flensburgo e - sopratutto - l'isola di Sylt. Poi saltare in Danimarca e fare un paio di giorni a Copenaghen. Un viaggio tra belle città, storia anseatica, isole da sogno. Avendo qualche giorno in più si potrebbe anche aggiungere Brema, una chicca meravigliosa! Come arrivare e come muoversi: L'ideale per i voli è arrivare ad Amburgo (o da Brema, Ryanair ci vola con un diretto da Orio) e ripartire da Copenaghen. Per girare in Germania è comodissimo pren...
Tutti associano St Pauli alla Reeperbahn ma è molto più di questo. Le origini di St Pauli risalgono al '600, quando accanto alla città di Amburgo (ma fuori le mura) venne creato un sobborgo dedicato ad industrie e commerci. All'epoca la Reeprbahn era la via dei fabbricatori di corde (Reeper, nel tedesco dell'epoca) ed era ancora molto lontana la fama di oggi. Col passare del tempo anche i cittadini poterono trasferirsi a St Pauli, restando tuttavia fuori dalle mura di Amburgo . Crebbero i commerci e le attività "poco presentabili" che potevano così essere chiuse fuori dalla porta della città. Così St Pauli crebbe come quartiere popolare , frequentato da portuali, operai e dai nobili in cerca di piaceri (alcol e donne). Rimase a lungo border line , St Pauli, anche una volta inglobato nella città di Amburgo. Mantenne sempre forte e ben chiaro il suo spirito libertario e anarchico , poco incline a sottostare a regole decise da...
In questi giorni mi è capitato on line questo documentario sull’Aste Nagusia (dura un’ora, prendetevi il tempo necessario) e la mente è subito tornata a quest’estate. Senza saperlo mentre organizzavo il tour per i Paesi Baschi ho prenotato le notti a Bilbao proprio durante la festa (la settimana dopo ferragosto). E che festa! La semana grande di Bilbao (Aste Nagusia in Euskadi) si celebra di fatto dal 1973, anno in cui il Corte Inglés decise di organizzare una festa popolare sportiva, invitando i principali sportivi del momento a competere a Bilbao. La festa è però diventata quello che è oggi dal 1977, quando si decise di farla diventare realmente popolare e partecipativa, una festa “di strada” che radunò il primo anno 5.000 persone con bandiere di Bilbao, Ikurriñas e altri simboli di orgoglio e rivendicazione basca (non dimentichiamoci che Franco era morto nel 1975, dopo anni di soprusi e tentativi di cancellare la lingua, la cultura e l’anima basca)...
Qualche giorno fa, in un gruppo di appassionati di viaggi che frequento su Facebook, si è aperta una gran discussione su un post che recitava più o meno così: "spesso di dice che si lascia il cuore in ogni posto che si visita, ma ci sono dei luoghi che non vi sono piaciuti/vi hanno deluso". Tralasciamo le singole risposte che partono da esperienze e gusti personali e non sono pertanto giudicabili. Non credo ci siano città belle in assoluto o città orrende, il concetto stesso di bellezza è soggettivo e in ognuno di noi ha parametri diversi. Certo, un minimo di oggettività ci vorrebbe perché dire che Venezia è orrenda mi sembra un po' esagerato, tuttavia de gustibus non disputandum est. Quello che emergeva con forza dal post e da alcuni commenti era il concetto forte di lasciare il cuore , come qualcosa di negativo, come se chi prova questo sentimento nei vari viaggi che fa fosse sbagliato, non profondo, addirittura si legge che ci lascia il cuore è uno che viaggi...
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