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Onora il babbuino

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Cardo , il protagonista del libro, è tutto quello che non vorremmo essere. È politicamente scorrettissimo, è approssimativo ma soprattutto è un rapinatore di banca. Figlio di un carabiniere emigrato a Torino dalla Calabria. Con una tigre come animale domestico. Cardo ha un suo codice di condotta. Cardo sta organizzando una rapina, in macchina con lui c’è qualcuno che a un certo punto dovrà fare qualcosa, e intanto si sorbisce le regole di vita di Cardo. E anche noi. E non smettiamo mai di ridere (e a volte di dargli anche ragione).  Passiamo dall’amaro Montenegro all’amore per gli animali, dalla legge della giungla al racconto di Papio il Babbuino (che poi da il titolo al libro e sì, onore al babbuino! ). Cardo ci fa ridere, ridere perché poi alla fine il politicamente scorretto è divertente, sorridere perché poi alcune cose le dirà anche male ma ti viene proprio da dargli ragione. Ridere perché è talmente sopra le righe che, nonostante tutto, ci vorresti proprio andare ...

Le voci di Marrakech

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L’ho già detto altre volte, credo che i libri entrino nella vita di qualcuno in un preciso momento per una qualche ragione. A volte magari arrivano in quello sbagliato, ma il loro ricordo – un tarlo dentro di noi – rimane lì per battere forte e chiaro quando invece sarà il giusto momento. Sto aspettando che batta per Madame Bovary e Guerra e Pace. Le voci di Marrakech invece è arrivato proprio al momento giusto, regalo di Natale di mio cugino l’ho preso in mano in questi giorni (avevo una lunga lista di libri comprati/regalati da smaltire). È arrivato al momento giusto perché, come scrive l’autore nelle prime pagine, anche io a breve farò un viaggio in una terra di cui non capirò una parola e della quale quindi potrò assorbire al meglio l’essenza, i colori, i suoni, le vibrazioni (proprio come fa Canetti). Poi è bello quando si legge un libro, assorti nelle pagine e ci sembra che l’autore descriva nostre sensazioni, nostre emozioni. Come quando lui si perde nel quartiere ebreo...

I giorni dell'eternità

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Una grande storia, la nostra storia. Privato e pubblico, piccolo e grande, si intrecciano in questo splendido terzo capitolo della trilogia del secolo di Ken Follett. Alla fine si piange, vi avverto. E nel mentre si ride , ci si arrabbia , ci si resta male e si gioisce con i vari personaggi. Del tutto tranne che persone comuni, eppure siamo noi stessi che ripercorriamo anni che sono patrimonio comune. Anche se non vissuti di persona. Ci si emoziona durante il discorso di Martin Luther King "I have a dream", si piange per la morte di Kennedy, si gioisce per la caduta del muro. Per i fatti e per le storie private dei personaggi. Una grande famiglia (anche se non tutti sanno dell'esistenza degli altri) sparsa tra URSS, Germania, UK e USA. E quando si chiude il libro si è sicuramente più cresciuti, perché per qualche attimo abbiamo davvero vestito i panni degli altri, e visto le cose dal loro punto di vista. I giorni dell'eternità - K. Follett Ed. Mondadori ...

Penso che un sogno così...

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Capo d'Otranto Ho ancora gli occhi pieni di quel blu, il naso pervaso da quegli odori . Lì, a Capo d’Otranto , ho lasciato il cuore immersa in quella grandezza che solo la natura riesce a trasmettere, quella grandiosità che ti arriva sottopelle. Quella natura che ti si offre sfacciata, bellissima, intensa. Ma il mio viaggio in Puglia è stato molto di più. Splendide compagne di viaggio Intanto è stato un viaggio bellissimo per la compagnia, due donne meravigliose con cui mi sono divertita tantissimo. Il ricordo di questi quattro giorni resterà sempre nel mio cuore anche grazie a voi! Ma qui siamo per parlare della Puglia , la co-protagonista del nostro viaggio, lo sfondo, il paesaggio che diventa a tratti protagonista e ti si offre davanti riempiendoti l’anima e rigenerando le batterie. Il trullo che è stato "casa" per una notte E il viaggio è partito nel migliore dei modi, grazie anche a Isa la padrona del Trullo “ Aria di ...

L'osteria volante

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Da cosa nasce cosa, e da libro nasce libro. Leggendo Isole, incontri e pub (sopratutto pub)  mi sono più volte trovata davanti ad alcune citazioni tratte da "L'Osteria Volante" e il libro mi ha incuriosita. Chesterton, l'autore, scrive nel 1915 di un mondo 100 anni avanti (quindi ambientato oggi). In questo futuro il Regno Unito (e l'occidente in generale) ha stretto un'alleanza con la Turchia ritenendo l'Islam migliore del Cristianesimo al fine di esercitare al meglio il controllo sulla popolazione. In questo scenario incontriamo il Capito Dalroy, un irlandese sanguigno, decide di alimentare la rivoluzione portando in giro l'insegna del vecchio pub "l'osteria volante", insieme al proprietario Humphrey Pump. Anche se non sarà solo la messa al bando degli alcolici ad animare il cuore di Dalroy.... Una serie di conseguenze paradossali, ingiustizie palesi, personaggi ai limiti della farsa animano questo romanzo che è a tratti diverten...

Liebster Award: sei stato nominato

Rientro da una bellissima pausa pranzo nel parco di fronte all'ufficio (sole, erba sotto i piedi e un buon libro) e trovo una meravigliosa sorpresa ad aspettarmi, la nomination di   Federica/Fefa   per i Liebster awards.  Cosa sono? Diciamo un modo per conoscere meglio alcuni travel blogger (per chi legge) e "promuovere"/far conoscere quelle piacciono di più (per chi "nomina")!  Le regole sono semplici:  1) si risponde alle domande poste da chi ha nominato 2) si nominano altri 10 (al massimo) blogger 3) formulare altre 10 domande per loro 4) comunicare le nomination!  E allora eccomi qui, pronta per le domande di Federica!  1) Consigliatemi un posto dove andare assolutamente e uno dove NON andare. Ho un sacco di posti "del cuore" e ogni volta che devo scegliere è sempre molto difficile. E la risposta potrebbe cambiare a seconda del momento in cui mi viene posta, a umori diversi corrispondono bisogni diversi. Ma se proprio ...

Le buone abitudini

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Ci sono alcune abitudini, maturate nel corso di questi ultimi anni, che hanno permesso di evolvermi e migliorarmi, letteralmente passo dopo passo . Soprattutto hanno fatto sì che diventassi un po’ più simile a quella persona che vorrei essere, sicuramente un po’ più solare (per quanto questo termine possa essere abbinato alla mia persona) e molto più serena . Tutto è cominciato con la decisione (la migliore della mia vita, grazie Andreja , tu sai perché ) di smettere di fumare . Sì perché da lì sono iniziati altri cambiamenti. Insomma, smettere di fumare è bello già di per sé, poi però porta con se mille altre cose positive . Una non molto positiva (in apparenza) è il metabolismo che frena un attimino. E da lì sono partita, decisione presa, dopo circa 30 anni di vita da abbonata ATM niente più rinnovo della tessera, si va a piedi (certo, avevo/ho la fortuna di lavorare a 4 Km da casa). IL CAMMINARE  è uno dei gesti semplici, che tutti possiamo fare quotidianamente (an...