Memorie di Adriano

I classici non sono tra le mie letture abituali ma ogni tanto mi piace immergermi tra quelle pagine che sono, in un certo modo, delle coperte di Linus: sai che lì troverai conforto, riparo. Perché difficilmente ti lasceranno deluso.

Memorie di Adriano ho deciso di leggerlo grazie a Paolo Ciampi e al suo racconto sul Vallo (ne ho parlato qui, ricordi?). Parlava con così tanto trasporto di questo libro, che avevo sempre visto circolare in casa, che ho deciso di prenderlo in mano.
Le Memorie le ho sempre viste in casa, abitando coi nonni appassionati di storia antica : uno innamorato, sopratutto, della Grecia Antica e l'altra profonda conoscitrice dell'Impero Romano (e della storia antica in generale, non vi racconto così può fare dentro un Museo Egizio). Alla fine è arrivato anche il loro momento: sono convinta che i libri entrino nella nostra vita precisamente quando abbiamo bisogno di loro. E poi a breve si parte (anche) per il Vallo (lo sai no, ne ho parlato qui) quindi non ci poteva essere momento migliore.

Conoscere un imperatore romano dalla sua propria voce non è cosa da tutti i giorni, Marguerite Yourcenar ci ha messo moltissimi anni per riuscire a dare la voce ad Adriano e quello che ne è uscito è un ritratto splendido e delicato di un uomo grandissimo e pieno di sfaccettature.
Non oso immaginare la difficoltà di entrare nella testa di un personaggio storico, ricreare il suo modo di parlare, esprimersi, giudicarsi e giudicare il suo tempo. Un lavoraccio che però ha dato un frutto brillante, una perla.

La caratteristica che per prima salta agli occhi di Adriano è la sua modestia, il non pensarsi indimenticabile pur nella consapevolezza di aver fatto una vita fuori dal comune. La morigeratezza è un'altra caratteristica che spicca sulle altre, anche se spesso Adriano di questa morigeratezza non è troppo fiero e forse avrebbe preferito essere a tratti più audace.

Un uomo a tratti ossessionato dalla sua ambizione giovanile, attratto più dalla diplomazia che dalla guerra, in un'epoca in cui la guerra era la politica più usata dagli imperatori e l'espansione dell'impero una costante.
Un uomo per molti versi fuori dal suo tempo, uomo di cultura che amava conoscere i popoli e le loro usanze.

La cosa più rivoluzionaria di Adriano è la sua essenza pacifista, per tutta la vita ha cercato la pace, l'incontro, l'espansione solo attraverso il commercio e lo scambio. Questo lo colloca sopratutto fuori dal suo tempo, tempo in cui l'espansione era cosa sacra e a nessun imperatore era concesso decidere di non espandersi.

L'idea della frontiera che viene fuori dalle pagine delle Memorie è quella di un luogo affascinante, un luogo prima di tutto di incontro, e così dovevano essere quelle città sul Muro, non solo forti contro l'invasione ma anche città di incontro dove diverse culture si incontravano, parlavano e si conoscevano.
Così era l'Impero tutto (melting pot meraviglioso) e così era nello specifico quella zona di Britannia che a breve mi vedrà camminare per i luoghi di Adriano.

Memorie di Adriano è anche un bellissimo libro di amore, una lunga dichiarazione d'amore di Adriano ad Antinoo, suo amante per molti anni e morto suicida.

Quello che è certo è che leggendo queste pagine ci si trova di fronte un personaggio moderno, in un certo senso fuori dal suo tempo ma allo stesso momento perfettamente immerso in quell'epoca storica. A me è venuta una gran voglia di tornare ai libri di storia romana e ripercorrerla passo a passo. Io che sono un'amante della storia perlopiù moderna e contemporanea, non posso dire di non essere rimasta affascinata dagli intrighi di palazzo, parentele, amicizie e odi profondi della storia romana ripercorsa da Adriano.



Memorie di Adriano (e quaderni) - M. Yourcenar
Ed. ET Einaudi
P. 350 - Euro 12,50

Consigliato a chi: un libro che una volta nella vita va letto, come tutti i buoni classici. Non fatevelo mancare, non abbiatene timore. 

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