Matera: meraviglia nazionale

Matera è storia. Matera è un paesaggio che toglie il fiato e vela gli occhi per l’emozione. Matera è una pagina di storia e un grandissimo insegnamento: la rinascita è dentro di noi e la storia non va dimenticata, va scoperta e riscoperta.

Il mio feeling con questo viaggio è iniziato più di 20 anni fa, quando per la prima volta ho preso in mano un’edizione di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. Libro adorato, divorato e rimasto impresso dentro. Quei luoghi li volevo vedere. Volevo sentire quell’aria, parlare con quelle persone, vivere quella storia. C’è voluto un po’ di tempo, però ce l’ho fatta.


Mentre scendo verso i sassi dalla stazione non posso non pensare a quel libro, immaginare cosa c’era e cosa no. Poi eccola. Piazza Vittorio e le vie che scendono verso i sassi. Verso quello che alla sorella di Carlo era parso un bellissimo inferno dantesco. Sassi, tufo, case. Si scende e si arriva al Sasso Barisano, il nostro B&B è lì nella via centrale (che una volta in antichità fungeva da canale di scolo e poi è stata coperta ed è diventata una bella via, larga). Una vista che toglie il fiato.

E si va, si esplora. Si gira una curva e la Gravina di Matera ci appare in tutto il suo splendore. La sua magnificenza. Di una bella struggente, emozioni fortissime. Di la le prime caverne, di qua i sassi, il quartiere di Sasso Caveoso, il duomo e la civita sopra di noi. Mille cose da fare, strade da esplorare, storie da ascoltare. 

In fondo al Sasso Caveoso c’è un signore, sui 70 anni, che ha recuperato un vecchio monastero scavato nella roccia, abbandonato e usato dai contadini per farci il vino. Poi abbandonato di nuovo con le leggi degli anni ’50. Lui l’ha recuperato. Si è ingegnato, ha portato qui tante cose della sua casa (che stava appena sopra). Oggetti di vita contadina, storia di famiglia, affreschi, perfino fossili. Un’emozione unica.

Casa Noha è invece stata donata al FAI che ne ha fatto un piccolo tempio della storia di Matera. Dalle origini, alla vergogna fino alla rinascita. E quando alla fine compare il filmato con le urla di gioia per la proclamazione a Capitale Europea della Cultura 2019 non potevano non scendermi delle lacrime. Lacrime perché capisci cosa ha significato quel giorno per loro, cosa ha voluto dire per il loro orgoglio, i loro sentimenti. La loro stessa esistenza.



Matera è anche ottimo cibo. È cucina povera ma ricca di sapori, storie e significati. Splendida.
Cibo semplice, contadino. Fave e cicorie, bruschette con splendide verdure e formaggi, zuppe di legumi saporitissime, ottimo pane e meravigliosi salumi. E poi sua Maestà il peperone crusco. Una delizia unica, preziosa e buonissima.




A Matera noi ci siamo arrivati (cosa a cui io tenevo moltissimo) con i mezzi pubblici. Non ho voluto affittare la macchina. In parte volevo provare alcune delle emozioni provate dalla sorella di Carlo Levi, in parte non volevo lasciare troppo il segno in questo territorio. Volevo che il mio passaggio fosse lieve. Non è stato semplicissimo, più che altro il rientro essendo in festivo – quindi no treni e pochi pullman. Però si è fatto, riuscendo anche a visitare la vicina Altamura. Certo, si deve investire molto di più in questi territori (tra Puglia e Basilicata) nel trasporto pubblico, nella raggiungibilità dei luoghi turistici anche a turisti e visitatori senz’auto. Per esempio volendo visitare Castel del Monte la macchina bisogna averla per forza. E non lo trovo bello. Di strada verso il 2019 ce n’è ancora tanta, e giovani e meno giovani con voglia di lavorare, far conoscere il territorio ce n’è tanti.

Matera è arte, nelle chiese rupestri, nelle chiese successive e nelle innumerevoli e molto
interessanti gallerie d’arte e laboratori artistici disseminati in città. Luogo magico che di sicuro aiuta lo spirito artistico, stimola la mente ed è scenografia perfetta per sculture, quadri e installazioni.

Matera è rinata, non cancellando il brutto ma lavorando su di esso. Approfondendo, studiando e lavorando. Matera è rinata grazie ai suoi abitanti che l’hanno voluto con forza. Grazie a chi, allora, ha palesato al mondo una situazione insostenibile e ha cercato sempre di arrivare a dove siamo oggi.  Un gioiello di storia, arte e natura ridato al Paese che l’aveva abbandonato.
Perché la vergogna nazionale non era la vergogna dei materani ma la vergogna NOSTRA di noi italiani che quella città, quella parte di Paese, avevamo completamente dimenticato. Perché non ci siano più altre Matera, perché non si lasci indietro un pezzo di territorio e perché non si cerchi mai di cancellare la storia, di mettere lo sporco sotto il tappeto. 
La storia deve insegnare a tutti. La storia è quello che siamo e non dobbiamo mai cancellarla.



Consigli pratici e persone speciali che ho incontrato:

Per arrivare a Matera lasciando stare l’auto ci sono 4 pullman diretti al giorno dall’aeroporto di Bari Palese, ci si mette circa 1h e 15 minuti (con fermata ad Altamura). Altrimenti di fianco alla stazione FS di Bari Centrale c’è la Ferrovia Appulo Lucana, treni circa ogni ora (escluso domenica e festivi – servizio limitato di autobus sostituitivi). Per informazioni e orari questi sono i link:
autobus: Portale autobus
treni: Ferrovie FAL



Matera è disseminata di uffici di informazioni turistiche, per qualsiasi richiesta e necessità non esitate a entrare e chiedere. Prenotate sempre tramite loro visite guidate ed escursioni. Le guide sono preparatissime, amano la loro città e fare quattro passi con loro capendo davvero la storia della città è una bellissima esperienza.
Il Parco della Murgia materana è visitabile grazie un sentiero che parte da Via Madonna delle virtù. Da pochissimo (marzo 2016) è stato inaugurato un ponte tibetano che permette di arrivare facilmente nel parco e visitare le chiese rupestri e avere una vista SPETTACOLARE sulla città: IMMANCABILE. Attrezzatevi però con scarpe da camminata. Possibilmente da trekking.
Casa Noha: costa 4 euro (per i non iscritti al FAI) ed è un’esperienza da vivere, sia appena arrivati sia post visita alla città per cogliere qualche aspetto in più.
Matera è ricca di chiese visitabili, alcune gratuite (quelle “nuove” come il Duomo o la Chiesa dei Templari – San Biagio) e altre a pagamento (c’è un ticket cumulativo) che sono quelle rupestri. Poi ci sono le vie da percorrere e i sassi da scoprire. Lo ripeto: scarpe comode e voglia di conoscere.

Dormire – Mangiare – Bere.
Luoghi dove rifocillare corpo e mente ce ne sono a bizzeffe. Io vi indico due luoghi molto diversi tra loro che mi hanno dato qualcosa e poi vi dico dove ho dormito perché è stata un’esperienza bellissima e il luogo voglio proprio consigliarlo: 
 Vicolo cieco: luogo adatto per aperitivo/pranzo/stuzzicheria ecc. Un gruppo di ragazzi giovani, arte alle pareti, arredamento vintage curato il tutto scavato nei sassi e annaffiato da ottima birra artigianale (lucana), vino del territorio e prodotti tipici. Un ambiente dove rigenerare corpo e mente. 

 Le botteghe (arrosto – vino e cucina): per un pranzo e/o una cena speciali, in una bella scenografia e con ottima cucina locale (semplice e saporita) questo è il posto ideale. 


Dove dormire: B&B La casanei Sassi. Location splendida nella centralissima via dei Fiorentini, accoglienza meravigliosa da parte di Simona, giovane donna innamorata della sua terra, colazione ottima (e proprio sotto c’è il Vicolo cieco).









Questo non è tutto. Ci sono troppe emozioni, troppe cose che riempiono occhi, cuore e testa. Andateci, non posso dire altro. 

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