Parigi... Arrivooooo (tra 60 giorni) [più che altro un post ossessivo compulsivo]

I giorni sul calendario passano, sempre troppo lentamente quando si attende una partenza. 
Mancano 60 giorni. Poi sarò su un meraviglioso aereo che mi porterà a Paris… Quanto tempo che la sogno, Parigi.
Parigi era nei miei sogni di bambina e adolescente, molto più di Londra e di NYC. Forse perché ho sempre avuto un carattere più nostalgico, e a modo mio romantico. Leggevo i libri di storia e le antologie e mi catapultavo nella Parigi di fine ‘700. E sognavo i tetti neri, i caffè sulla Senna negli anni ’20 del ‘900. 
Le signore sofisticate.
Vedevo i miei nonni andare e venire da Parigi. Ci andavano davvero spesso. E lasciarmi a casa… Ma perché?? Dappertutto mi portavano.. E lì no. Iniziava a diventare un po’ una meta proibita. DA GRANDI. Poi finalmente cedettero. 
Ed eccomi lì. In macchina con i nonni verso Parigi. Una settimana, meraviglia. Parigi era tutto quello che mi aspettavo e sognavo. Anzi di più. E diversa. Ma era lei.

Poi una grande pausa. Durata quasi 15 anni. E ora ecco l’occasione. Il classico (ormai) viaggio del primo maggio. Prima Londra, poi Berlino… Ora è proprio il momento di Paris!

Ma questo post voleva essere più che altro un post “utile”. Una raccolta di info che ritengano possano servire a qualcuno che abbia in mente un viaggio simile.
Parigi sul tavolo

             1.  Raccolta di informazioni pre-partenza
Ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata comprare una guida, a dire il vero ne ho prese due. E ho letto, sottolineato, preso appunti… (si lo so, ho qualche problema ossessivo/compulsivo, ma grazie a evidenziatori e post-it riesco a tenerlo a bada).
Poi ho iniziato a scandagliare il web. E mi sono imbattuta in molti siti, spesso inutili. Altre volte molto utili.
Come primo step consiglio Parigi.it, portale utilissimo, sia per il reperire informazioni sia per prenotare biglietti/visite/attività ed escursioni.
Poi i blog, io ho trovato info utili e interessanti su Miprendo e mi porto via, che ha raccolto un bel po’ di info pre e post viaggio (con informazioni utili).
E poi ho girovagato un po’ tra i siti dei vari ristoranti/bistrot/locali… come sempre, io e il cibo (torniamo all’ossessivo/compulsiva). D’altronde A. Gopnik scrive "Molti di quelli che amano Parigi la amano perché la prima volta che ci sono stati hanno mangiato qualcosa che era più buono di qualsiasi cosa avessero mai mangiato in vita loro..." 
Per trovare poi punti di vista particolari ho navigato in lungo e in largo sul sito Peris (già utilizzato per Berlino). Gente che nella città ci vive e la racconta per gli italiani che la visiteranno (o si trasferiranno).
 Scandagliando il web ho anche trovato una pubblicazione monografica di Parigi di “Meridiani”, ed è stata subito mia! J
E poi, come sempre quando preparo un viaggio, ho cercato dei libri ambientati recentemente a Parigi. Per ora ne ho letti due (più tutti quelli per ora pubblicati di Nicolas Barreau – Gli ingredienti segreti dell’amore, Con te fino alla fine del mondo e Una sera a Parigi – imperdibili, romantici, meravigliosamente leggeri) Da Parigi alla luna, di A. Gopnik e Città d’ombra, di A. Aciman. Interessanti entrambi ma quello di Gopnik lo consiglio vivamente per chi deve andare a Parigi (e magari pensa di trasferisi)

            2.       Prenotazione
Noi abbiamo deciso, soprattutto per diluire le spese in periodi diversi, di prenotare il viaggio con un bel po’ di anticipo. Normalmente io prenoto sempre l’aereo almeno due/tre mesi prima (a volte anche di più), poi prenoto l’albergo (dipende anche se opto per la formula del pago prima o in hotel), l’eventuale macchina, la tessera di mezzi/musei.
In questo caso (partiremo a fine aprile) a gennaio abbiamo prenotato il volo. A mio avviso la soluzione migliore rimane la compagnia di bandiera, almeno per il periodo in cui viaggiavo io. Soprattutto da tener presente che alcune low cost arrivano in aeroporti lontani dalla città, e il costo del viaggio dall’aeroporto al centro è un fattore da tenere in considerazione. Anche per capire se siete o meno viaggiatori da low cost vi consiglio un bel post di Giovy, apparso proprio in questi giorni. 

Qualche settimana dopo abbiamo prenotato l’albergo, ho trovato questo sito scandagliando la rete (tra booking.com, trivago.it) e la Lonely Planet. Hotel Tiquettone – Etienne Marcel (2° arr.). In pieno centro, soluzione economica e (a quanto pare) molto carina. Vi saprò dire se conferma le aspettative. 

A febbraio abbiamo prenotato mezzi e tessera dei musei. Ho verificato le tariffe dei biglietti e dell’abbonamento e alla fine ho optato per una Paris visite – 5 giorni (1-5). Spendiamo forse un paio di euro in più che con un’altra opzione però in questo modo abbiamo una sola tessera che ci permetterà di viaggiare ovunque (volendo anche Versailles), aeroporti compresi. Per i musei, considerando di volerne vedere almeno 4 (Orsay, Orangerie, Pompidou e Arc de Triomphe – e magari una scappata al Louvre, non stiamo molto però è peccato non entrare..) abbiamo optato per un pass, di due giorni. In pratica sceglieremo due giornate consecutive in cui entrare nei vari musei / monumenti. Praticamente ovunque avremo ingressi dedicati, senza fila, e risparmieremo qualcosa.

               3.       Organizzare il tempo
Parigi, è vero, non è immensa come Londra. Tuttavia ci sono molte cose da vedere e molti quartieri da assaporare, il che impone un minimo di organizzazione, per non essere sballottati a destra e a manca (è proprio il caso di dirlo) e sentirsi sopraffare.
Parigi è suddivisa in Arrondissment, che racchiudono in sé più quartieri (4). La numerazione parte dal Louvre in senso orario e concentrico, a formare una sorta di chiocciola.
Importante è anche la suddivisione di Parigi tra riva destra e sinistra della Senna. Soprattutto come punto di riferimento.
A Parigi ci sono anche molti Quartieri – Villaggio, una volta veri e propri paesini, poi divenuti sobborghi e ormai completamente assorbiti nell’area metropolitana, pur mantenendo una propria peculiarità.
Io mi sono fatta una sorta di mappa mentale di cosa visitare e quando, anche se so che poi, mentre si passeggia, senza meta, i piani cambiano. Che è proprio il bello del viaggio. 


Ora non resta che partire, certo manca ancora un po’ di tempo. 60 giorni. Ma passano in fretta. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Primo post

Liverpool: ritrovare i Beatles a Penny Lane

Peperoni al forno con crema di tonno

New Brighton: storia di un sogno