Amore significa...

Oggi è San Valentino. La festa degli innamorati.

Ma andiamo con ordine (cercando di sistemare il disordine mentale).
      
  1. Chi era San Valentino?  Era un vescovo romano vissuto tra la fine del 100 e il 270 d.c.. Morto, martire dopo torture, pare il 14 febbraio. Le sue spoglie si trovano a Terni, dichiarata pertanto capitale degli innamorati!
  2. Perché il 14 si festeggiano gli innamorati? La festa, a quanto pare, fu istituita dai benedettini e si sovrappose alla festa pagana di “lupercalia” per purificare e benedire gli ovini e i caprini (per proteggerli dall’attacco dei lupi). Poi nell’alto medioevo, con la celebrazione dell’amore cortese, la feste prese il tono moderno di scambio di messaggi e regali d’amore.

E allora voglio anche io festeggiare l’amore.

Da dizionario amore significa affetto intenso, assiduo, fortemente radicato per qlc.
Ed è proprio questo che voglio, idealmente (non preoccupatevi), cantare. 
L’amore, in senso ampio e generale.

cartello stradale - Firenze - arte di strada
Le cose che amo sono tante. Prima tra tutte c’è la famiglia. Di sangue, fatta da mia nonna, mio cugino e mia zia.  
Abbiamo ricevuto dalla nostra famiglia le idee di cui viviamo così come la malattia di cui morremo (M. Proust)
Porta - ripa di Porta Ticinese, Milano

E poi la famiglia allargata, gli amici veri e profondi. Sentimenti coltivati nel tempo. Anja, la Deja, la Socia, Chiara, Valentina. In stretto ordine di apparizione nella mia esistenza. Sono luci nella mia vita, che aggiungono tanto alla mia persona. I centri di gravità. Il perno fermo e solido della mia vita è fatto da mia nonna, mia zia e mio cugino. Intorno a loro le mie amiche. C’è chi è arrivata da poco, ma è già diventata importante. E chi invece c’è praticamente da sempre. E mi conosce come fossi lei stessa. E loro sono il sale della mia vita, la mia grande bellezza.  
Quello che conta tra amici non è ciò che si dice, ma quello che non occorre dire (A. Camus)

Poi, certo, c’è l’amore (così detto) con la A maiuscola. Cristian. Che è la mia nuova famiglia. Quella che mi sto costruendo. Con fatica, neanche troppa, e tanto divertimento. Lui, vicino a me da tanti anni, con percorsi tortuosi, tira e molla. C’è e non c’è. Una parabola degna di un film, in certi casi. Ma che io decisi essere Lui la prima volta che lo vidi. E così è stato. 
Firenze. Manifesto club della lettura
Amo come l’amore ama. Non conosco altra ragione di amarti che amarti. Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, se ciò che voglio è che ti amo? (F. Pessoa)

Poi ci sono le passioni, il sentimento declinato verso qualcosa. Ci sono passioni più forti e passioni latenti, meno forti, magari a ondate.
Esiste solo una passione, la passione per la felicità (D. Diderot)

Una passione certa e concreta, nata insieme a me, scritta nei miei geni, è quella per il viaggio. Il viaggio fisico, quello che comporta un movimento. E il viaggio pindarico, mentale. Quello per il quale non è necessario spostarsi dalla sedia. Basta lasciare andare la testa. Il Viaggiare mi ha dato tanto. Conoscenza del mondo, delle persone, dell’arte, della storia. Crescita, interiore. E sempre e comunque solo gioia. E ricordo ogni luogo, per un motivo preciso. Anche quelli che ai più possono sembrare insignificanti, come Bisegna. Abruzzo. Ogni ricordo scalda l’anima e permette di andare avanti anche nei momenti più bui.

Poi c’è la passione per la cucina, l’amore. La cucina quella vera  però, senza voli pindarici da chef ultrastellati. Niente piatti belli da vedere, con esperienze extracorporee (vere o presunte). A me piace il cibo, quello vero. Quello che ti da soddisfazione. Non che debba necessariamente mangiare tanto. Però mi piace mangiare. Bene. E cucinare. Tanto. Si può dire che nella mia testa quando non penso a un viaggio è perché sto pensando a un piatto. E a volte penso a un viaggio per un piatto o a un piatto che mi farà viaggiare.

E lo sport. Passione, anche questa, famigliare. Ricordi di sport e famiglia. Sport praticato e / o guardato. Il nonno che fa le marcialonghe, le partite di pallanuoto guardate a Celle con lo zio Marco (a un batter di ciglia dall’infarto). Tanti ricordi. Il 6 nazioni al Flaminio con la socia. Italia – All Blacks con la nonna (e la socia) a San Siro. Andare a Londra per vedere il West Ham (vedi l’intreccio, che ritorna). Lo sport che fa crescere sani, viaggiare e si, alla fine anche mangiare (in ogni luogo c’è una specialità che aspetta solo di essere provata, sapete?).

Berlino - arte di strada
Ed è così che le passioni, gli amori verso cose, si legano alle persone. Generano ricordi, rafforzano rapporti e permettono la nostra evoluzione. Che è la vera spinta della mia vita. Evolversi, cambiare crescendo per ritrovarsi. E scoprirsi. E attraverso le nostre gioie, i nostri amori, ci si evolve amando. Quindi, alla fine l’amore è evoluzione. E ricordate di mandare un pensiero d’amore a tutte le persone che amate. E anche a voi, e alle vostre passioni. Coltivatele. Amatele. E crescete


Per vecchio che sono, sento di non aver affatto smesso di crescere interiormente né che la mia crescita si fermerà con la dissoluzione della carne. (M. Gandhi). 

Commenti

Post popolari in questo blog

Primo post

Nevsky Prospekt: caos e meraviglia (ovvero San Pietroburgo)

Peperoni al forno con crema di tonno