Passeggio e clima

Passeggio, mattina e sera, da ormai più di un anno. Vengo al lavoro, la mattina, e torno a casa, la sera, sempre a piedi. La fortuna di lavorare a 4 Km da casa.
Questo inverno però mi sta trasmettendo brutte sensazioni.
Guardo giornali, tv, parlo e mi scambio mail con la mia amica a Toronto e sento parlare di tempeste di ghiaccio, -40° e città bloccate nella morsa del ghiaccio. Poi metto il naso fuori dalla mia finestra, cammino, sbatto la tovaglia fuori dal balcone, e non ho freddo. Anzi, a volte ho pure caldo e tolgo il cappello. Stamattina ho persino pensato di non mettere più la maglia, troppo caldo. A metà strada mi apro anche il cappotto. E sudo. davvero.
All'inizio pensavo che il viaggio in Irlanda di quest'estate mi avesse temprata. Che avesse prodotto in me una sorta di cambiamento della temperatura percepita. Poi mi sono resa conto che in realtà i termometri davvero segnano temperature un po' troppo alte. E altrove un po' tanto basse.
So che molti (quelli che abitano da questa parte del globo) pensano, va beh dai - mica male quest'inverno così tiepido. Altri invece (in altre parti del mappamondo) forse iniziano a farsi qualche domanda (e magari guardano le loro macchine da cilindrate pazzesche, che solo guardarle inquinano che è un piacere, pensando di abbandonarle). Sarebbe già un successo, se non fosse - forse - troppo tardi.
Il danno è fatto, non so quanto si possa tornare indietro. A Pechino hanno messo mega schermi con il sole che sorge e tramonta, perché non si vede più. Qui non si vede più l'inverno. Siamo in un autunno perenne (piogge comprese) e la cosa ci fa quasi piacere. Senza capire che significa che il pianeta non sta bene, per niente. La terra soffre e ce lo sta dicendo. Ma a noi sembra un fastidio fare la raccolta differenziata. Buttare le lattine in un bidone, i rifiuti umidi in un altro e tenerci le cartacce in tasca fino a incontrare un cestino.
A noi sembra inutile rinunciare all'auto per comprare il giornale o anche per andare a lavorare. Prendere i mezzi, giammai! Per carità. Potrò mica mischiarmi con la plebe maleodorante che circola sui mezzi! E poi per carità, sempre in ritardo. 
Non so come funzioni in altre città. Io parlo della mia Milano. Tanti difetti, per carità. Ma la rete dei mezzi funziona. E ora con i suburbani (il passante) anche meglio.  Certo, a volte i mezzi di superficie hanno ritardi. Guardiamo bene e ci accorgiamo che ci sono SUV parcheggiati sulle rotaie dei tram (eh sì, purtroppo non hanno ancora le ali, i tram) o vialoni intasati da macchine, sempre e solo con una persona dentro, normalmente isterica, che guida leggendo il giornale e scrivendo messaggi, suonando il clacson e arrivando al lavoro già isterica. Magari avesse lasciato l'auto a casa.
Avrebbe avuto il tempo di leggere un bel libro, godendosi magari il panorama e arrivando al lavoro tranquillo senza menate di parcheggi.. e pensa un po', inquinando mooooolto meno! E magari, oggi, ci sarebbe la neve, un po' più di freddo. Magari sospireremmo aspettando l'estate, però felici della salute del nostro pianeta. 

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Liverpool: ritrovare i Beatles a Penny Lane

Primo post

Peperoni al forno con crema di tonno

New Brighton: storia di un sogno