Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano. (I. Calvino - Le città invisibili)
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Questa canzone ha segnato una svolta nella mia vita una volta.. Ho ancora il ricordo delle sensazioni che ho provato nel preciso istante in cui ho capito... E da lì la fenice è rinata dalla ceneri... Magari funziona ancora!!!!
A Natale mio zio mi ha regalato questo libro, versione originale in spagnolo. Sottotitolo: Una storia per giovani dagli 8 agli 89 anni, e mai sottotitolo fu più azzeccato. La storia di Fortunata e i suoi amici gatti è una storia romantica, tenera e ricca di significati. E questo è un libro che, soprattutto oggi, andrebbe letto da tutti. "Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene che tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso". Questa, a mio avviso, è la frase più significativa del romanzo. La frase che ne racchiude il senso. Imparare ad apprezzare ed amare gli altri a prescindere dalla razza di appartenenza di ognuno. Ma c'è molto di più in questa favola di Sepulveda. C'è un richiamo all'uomo e al suo modo folle di approcciarsi con la natura. C'è l'importanza che l'Onore e la parola data ha...
Qualche giorno fa, in un gruppo di appassionati di viaggi che frequento su Facebook, si è aperta una gran discussione su un post che recitava più o meno così: "spesso di dice che si lascia il cuore in ogni posto che si visita, ma ci sono dei luoghi che non vi sono piaciuti/vi hanno deluso". Tralasciamo le singole risposte che partono da esperienze e gusti personali e non sono pertanto giudicabili. Non credo ci siano città belle in assoluto o città orrende, il concetto stesso di bellezza è soggettivo e in ognuno di noi ha parametri diversi. Certo, un minimo di oggettività ci vorrebbe perché dire che Venezia è orrenda mi sembra un po' esagerato, tuttavia de gustibus non disputandum est. Quello che emergeva con forza dal post e da alcuni commenti era il concetto forte di lasciare il cuore , come qualcosa di negativo, come se chi prova questo sentimento nei vari viaggi che fa fosse sbagliato, non profondo, addirittura si legge che ci lascia il cuore è uno che viaggi...
Da Amburgo il mare dista 100 km, eppure non appena si mette piede in città ci si sente circondati dalla tipica aria marinara : i gabbiani sostituiscono i piccioni, i locali con spiagge/palme e ombrelloni spopolano e la gente è rilassata e tranquilla. In qualsiasi punto voi siate della città potrete raggiungere comodamente l'Elba: il mare degli amburghesi. Ma ancora meglio, potrete andare in spiaggia! Il luogo migliore per godersela è, a mio avviso, lo splendido borgo di Blankenese ad ovest dal centro. Raggiungere questo paradiso è semplicissimo, ci si arriva grazie alla linea S1 (quella, per intenderci, che prenderete arrivati in aeroporto per dirigervi verso il centro città) direzione Wedel. L'arrivo alla stazione è comodissimo per godere della passeggiata attraverso il caratteristico borgo verso le spiagge. Al ritorno - se non volete farvi centinaia di gradini o salite impegnative potrete prendere il pullmino che dalla spiaggia porta verso la stazione. ...
In questi giorni mi è capitato on line questo documentario sull’Aste Nagusia (dura un’ora, prendetevi il tempo necessario) e la mente è subito tornata a quest’estate. Senza saperlo mentre organizzavo il tour per i Paesi Baschi ho prenotato le notti a Bilbao proprio durante la festa (la settimana dopo ferragosto). E che festa! La semana grande di Bilbao (Aste Nagusia in Euskadi) si celebra di fatto dal 1973, anno in cui il Corte Inglés decise di organizzare una festa popolare sportiva, invitando i principali sportivi del momento a competere a Bilbao. La festa è però diventata quello che è oggi dal 1977, quando si decise di farla diventare realmente popolare e partecipativa, una festa “di strada” che radunò il primo anno 5.000 persone con bandiere di Bilbao, Ikurriñas e altri simboli di orgoglio e rivendicazione basca (non dimentichiamoci che Franco era morto nel 1975, dopo anni di soprusi e tentativi di cancellare la lingua, la cultura e l’anima basca)...
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