Spirito nomade

La mia famiglia è sempre stata un po' originale. Questo ha creato in me qualche turba adolescenziale, qualche cicatrice che - faticosamente - provo a far rimarginare (e costantemente si riapre) e mi ha forgiato e fatto diventare quelle che sono.

Le figure centrali della mia esistenza sono stati i miei nonni. Si sono sovrapposti, a volte sostituiti per necessità, ai miei genitori e sono diventati per me il modello di riferimento. Il centro di gravità della mia esistenza. Ora, non dovete pensare ai miei nonni come due tipici nonni da manuale. Qui stiamo parlando di ben altro. Io ho avuto a riferimento due spiriti nomadi. Lui votato sopratutto alla montagna, all'arrampicarsi, arrivare su. E ora so dove sta, insieme alle sue belle tre cime, tra montagna, terra, cielo e nuvole. Lei sempre alla ricerca del bello, costruito dall'uomo o dalla natura. E ti faceva restare senza fiato, delle volte, in cui senza dirti niente ti portava a girare un angolo e compariva qualcosa di mistico, di assoluto.
Non ho un ricordo legato a loro che non sia di viaggio, in qualche modo. Anche quando si stava a Milano. Si parlava di viaggi, si organizzava e pianificava il prossimo viaggio, si camminava. Si imparava. Si cresceva. 
Tutt'oggi mia nonna non riesca a stare a casa, a Milano, più di un mese di fila. Piuttosto, se proprio tira brutta, va da una sua sorella a Torino... Ma bisogna pur muoversi da qui.

E io sono come lei. Come se per osmosi, o predisposizione genetica, fossimo portate ad andare. Valigie sempre pronte. Basta avere una meta, un'idea, una suggestione. 

E' soprattutto l'Italia che ho visto con loro. In lungo e in largo. Poco mi manca del nostro bel Paese. E mai sarò abbastanza grata di questo. Perché conoscere il proprio Paese per davvero è una ricchezza immensa e, mi accorgo, una fortuna di pochi. Sapere che gli italiani sono un meltin pot di culture diverse, capire i motivi di questa diversità e le ragioni che ci tengono uniti, che ci fanno essere un solo popolo, è fondamentale per capire l'Europa, e il Mondo intero.

E ogni volta che organizzo, pianifico, immagino un viaggio, so che faccio gli stessi gesti, le stesse movenze che fa lei, quando pianifica i suoi. Cartine alla mano, guide turistiche... Appunti da prendere, luoghi da ricordare di andare a visitare. E si va. Già mentre si pianifica si viaggia, la mente sempre in movimento, sempre in viaggio.

Questo spirito, questo bisogno ancestrale, che è nomade e bisognoso di conoscenza e di scoperta, è quello che per sempre mi lega alla mia famiglia, ai miei nonni. E' questo quello che sono. Profondamente.


Commenti

Post popolari in questo blog

Primo post

Liverpool: ritrovare i Beatles a Penny Lane

Peperoni al forno con crema di tonno

New Brighton: storia di un sogno