Distacco

Leggendo le opinioni sul movimento che sta invadendo la Spagna (e l'Europa) continuo a vedere sempre le stesse travi negli occhi presenti nei politici che si rifiutano di ascoltare i cittadini e fanno come gli pare..

C'è chi dice che è noioso perché non c'è violenza!!!!!!!!!!!!!! ("La protesta a pleno Sol - El Pais, pag. 17 - 20/05/2011) Ma vi rendete conto?? Ormai si inneggia alla violenza, come se prendersi a sberle fra manifestanti precari, disoccupati, studenti e poliziotti sotto pagati potesse far salire di grado la protesta e servisse per far sentire le proposte. Si inneggia alla violenza perché si ha paura di una massa enorme di gente pensante, che ha saputo organizzarsi, che fa delle proposte concrete. Non si sa come fronteggiarla. E non si sa come fare perché non lo si è mai fatto (o si è smesso di farlo non appena si ha messo piede nei palazzi del potere). L'idea di una democrazia che viene dal basso, di proposte che vengono DAVVERO dai cittadini, è inconcepibile per chi si crede essere divino in quanto politico. L'idea che comuni mortali possano avere idee proprie e non seguano solo quelle dei partiti sconvolge. Ma quello che lascia più perplessi è che non ci sia un LEADER vero a guidare tutto questo, non ci sia una persona, una sola, con cui parlare e confrontarsi, con cui ARRIVARE AD UN ACCORDO che accontenti tutti e soprattutto faccia TORNARE TUTTI ZITTI ZITTI A CASA. Senza un leader non si arriva neanche a possibili accordi sotto banco tanto cari ai nostri politici, ti do una sedia qui e tu li fai star zitti (o cose del genere)... E di conseguenza bisognerebbe ascoltare quello che le persone hanno da dire e cercare di dare delle risposte.. Ma come fare?? Come fare quando ormai ci si preoccupa di più di che colore fare i manifesti elettorali che dei programmi da discutere?? Come fare quando ormai si è così tanto compromessi fra promesse alle lobby, favori agli amici da non poter più parlare davvero dei problemi del Paese perché non li si conosce.

Oggi Antoni Guitérrez-Rubì ha scritto un articolo dove chiede a Zapatero di andare in piazza, ascoltare i giovani, semplicemente ascoltarli, senza far promesse o campagna elettorale. E io gli do pienamente ragione. E' quello che dovrebbero fare, andare in mezzo alla gente e ascoltarla. Iniziare a vivere da persone NORMALI, parlare con le persone e capire quali sono i veri problemi della gente della STRADA, DEI CITTADINI!!!!

Ma non succederà, loro stanno barricati nei loro bei palazzi pieni di bottoni, discutono di nulla, giorno dopo giorno...

Quello che non riescono a capire, politici ed opinionisti, è che la gente inizia davvero ad essere stanca. Ma difficilmente in Europa si vedranno manifestazioni come quelle in Nord Africa, da noi si manifesta pacificamente (in fondo ciò che c'è in ballo è diverso, pur nelle similitudini) e fa proposte. Ciò non toglie che siamo stanchi, che non ci sentiamo rappresentati da nessuno, non riusciamo a trovare un motivo per votare questo o quello perché col tempo sono diventati sempre più simili, LONTANI. Quello che è successo a Milano con l'arrivo al ballottaggio e buone possibilità per il candidato PD di vincere le elezioni comunali è in fondo l'altra parte della medaglia. Diciamo che noi, qui in Italia, siamo ancora alla fase embrionale di questa protesta. DIAMO UN'ULTIMA POSSIBILITA' ad un uomo che si è dimostrato diverso, che ha girato nelle periferie, a piedi, che si muove senza scorta e auto blu (per ora) e che parla dei problemi della città (è questo che si chiede ad un sindaco). Ci turiamo il naso (cit.) e votiamo quello che ci sembra il meno peggio. Se anche lui fallirà allora forse anche noi saremo pronti a una protesta.

IL VENTO STA CAMBIANDO, è vero, e mi stupisco che nessuno se ne fosse davvero accorto.

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