Confronto Capitale (appunti disordinati di viaggio tra le varie Capitali europee)

È qualche anno che bazzico in giro per l’Europa e le mete classiche sono le Capitali. Facile arrivarci (per via dei voli diretti e spesso low cost), ideali per un fine settimana (magari lungo), ricche di eventi culturali, sportivi, gastronomici, ecc.. Ottima base di partenza per esplorazioni più approfondite.
E ora, che ho finalmente concluso il giro di quelle che ritengo (a torto o ragione) le “grandi” – Londra, Berlino, Parigi – mi è venuta voglia di un confronto. Anche perché durante l’ultima tappa (Parigi) è capitato spesso, tra un birra, una zuppa di cipolle e un buon borgogna, di raffrontare e scambiarsi punti di vista. Viene naturale.
Londra - Whitechapel

E allora iniziamo, in ordine sparso e senza pretese di stilare classifiche.. troppo difficile e (spesso) inutile. Ogni città è bella a modo suo e ci comunica cose diverse. Certo, ci può essere una preferenza.. ma non sarà mai oggettiva. Per esempio, io ho amato Parigi fin dall’infanzia, da prima di averla vista. Però Berlino è la mia città ideale per molti aspetti e a Madrid ci ho lasciato il cuore (oltre a un anno di vita). Come posso decidere? Impossibile. Quindi niente classifiche… (per saperne di più su i miei luoghidel cuore ecco la pagina).



Lisboa - vista
Lisbona è forse la Capitale meno monumentale. Diciamo che in un paio di giorni le cose “da vedere” le si è girate. Ha il carattere tipico delle periferie, un po’ impolverata. Ha lo spirito portoghese, nostalgico. E ti rapisce il cuore con colori, sapori e viste mozzafiato. Il bello di Lisbona è che non si finirà a girare tra un museo e un altro, ma si assaporerà il suo spirito ad ogni passo.
Arte di strada a Lisbona





E qui la prima contrapposizione. Parigi. Forse quella dove il turista rischia di fare più file. Tantissime cose da vedere. Chiese, musei, terrazze, collezioni, palazzi. Ci si può quasi sentire soffocati. Indispensabile fare la tessera dei musei (per risparmiare euro, un po’ di tempo e sentirsi liberi) e poi scegliere (o far scegliere la nostra pazienza di stare in fila). Ma tanto, è talmente bella che anche stando in giro, sempre per strada, non si resterà delusi!  
Ovviamente non si può, parlando di monumenti, non citare la nostra Roma che più che avere tanti monumenti è un monumento lei stessa. Ogni sasso, pietra e granello di polvere ha una storia, a Roma. Ma oltre ai Fori, al Vaticano e alle innumerevoli residenze, chiese e bei musei, a Roma c’è lo spirito della Dolce Vita, del saper vivere. Spirito tutto italiano (ma non solo). E qui si ritorna a Parigi e Madrid. Città accomunate dalla voglia di vivere, dal piacere della condivisione di vivande e bevande, amici, chiacchiere.
Roma

Il divertimento a Londra è un po’ diverso, pub su tutti. Pinta in mano ad ora di pranzo come per l’aperitivo e il dopo cena. Innumerevoli tipi, qualità e colori. Poi certo, a Londra ci sono club, musica dal vivo e tutte le nuove tendenze del momento. Da qui tutto nasce. La musica, inglese, è di qualità. Da sempre.
Se amate l’elettronico, però, ultimamente una Capitale e solo una sarà la vostra Mecca…Berlino. Povera ma Sexy, così definita. Ed è proprio una definizione che le casca a pennello. Costo della vita bassissimo, tanta gioventù, tanto divertimento, ottimi musei, buona scena culturale. Rispetto per l’ambiente, verde. E storia. Perché la città è stata ricostruita (la seconda guerra mondiale l’ha ridotta a un cumulo di macerie), ma si respira storia – moderna/contemporanea – ad ogni passo. E ricostruzione, rivincita, rinascita. Vita. (ve l’avevo detto che è la mia città ideale).
Madrid - plaza de la Cruz verde











Berlino - lungo la Sperea


Un’altra città dove ho avvertito voglia di vivere – quasi – allo stesso livello, è Madrid. La Spagna esce da (relativamente) poco da un periodo buio, di cui ancora non è semplice parlare, troppo fresco. E la voglia di festa (comunque insita un po’ nel carattere spagnolo, latino… alla fine europeo) è ancora vivissima. La voglia, anche lì, di rinascita. La voglia di ballare e far casino che abbiamo tutti dopo essere stati costretti per troppo tempo – e contro voglia – a un periodo di inattività. Sono due città effervescenti.
Parigi - St Martin


Londra è la più multiculturale, però Parigi le sta a ruota. Città in cui davvero si incontra il mondo. E il mondo sta tutto in un luogo e ci sta bene. Amsterdam invece è una di quelle in cui (forse insieme a Berlino) si vede meno mondo. Si avvertono meno differenze. Certo, sia la società olandese (per via delle colonie) si quella tedesca (per via dell’immigrazione turca e italiana – su tutte) sono società storicamente multiculturali, basta vedere (e leggere i nomi) degli atleti che le rappresentano agli eventi sportivi. Però rispetto a Londra e Parigi (e ai paesi latini, miscuglio e crogiuolo di razze e colori, sin dai tempi antichi anche se a volte facciamo finta di dimenticarcene) sono città più uniformi.
Amsterdam - Jordaan

Tutte le grandi Capitali hanno grandi fiumi (e non è un caso, ovviamente) che le plasmano e le caratterizzano e li usano e li sfruttano in maniera diversa. Però una cosa che le accomuna quasi tutte, sono i progetti di riqualificazione dei Docks. A Londra, Parigi, Dublino. Ma i fiumi sono ovunque. Berlino ha la sua Sprea, Roma ha il Tevere, Madrid il Manzanares (che è forse quello che si avverte meno, oh cara e arida Spagna…) per non parlare di Amsterdam, che in realtà è acqua rubata dall’uomo (in questo sì, molto simile a Venezia). Lisbona nasce in pratica alla foce del Tejo, in una commistione di salato e dolce. Inizia il mare e la terra finisce. In tutte queste città camminare vicino al fiume (magari escludendo Madrid che il Manzanares, qui, è proprio poca cosa) è bellissimo. Tra tutte l’ho amato particolarmente a Berlino (strano, vero?) e a Dublino. Dublino è una città di ponti, come Parigi. Ponti bellissimi, diversissimi tra loro e da ogni ponte si vede una città diversa.
Dublino - tramonti

Quartieri unici e inconfondibili. Londra è quella dove più di tutte (magari con Roma a ruota) si vede il passaggio da un quartiere all’altro. Costruzioni che cambiano, pur nella loro uniformità anglosassone. Quello che più mi è piaciuto è senz’altro Fulham, vivo, vero. Parigi ha quartieri che si avvertono, dall’aria che si respira. Però le case sempre molto simili. Ad Amsterdam, invece, non ce n’è una normale, di casa. Sono anche storte… A Roma le case parlano dei periodi storici in cui sono state costruite e si può fare un bel ripasso di stili e architetture. A Madrid i quartieri sono un po’ villaggi, molto diversi tra loro. Ognuno con un proprio carattere peculiare. Io adoro passeggiare per le viette del Barrio de las Letras.

Berlino - Vivere il verde
Anche i parchi raccontano molto delle città. A Londra, Dublino, Berlino e Madrid sono vissuti, vivi. Gente sull’erba. Dappertutto. Hyde Park, St Stephen Green, Tiergarten e il parque del Retiro sono lì per essere vissuti. Parigi invece è molto più fredda con il suo verde. Tanti i parchi in giro per la città ma per viverli ci sono le seggioline, verde salvia, perché non ci si deve sedere sull’erba. L’erba è lì per essere ammirata. Il mio preferito? Il Retiro (dove altro troverete una statua per Lucifero?). 

Commenti

  1. tutte le capitali a loro modo sono bellissime per qualcosa, ma le due "speciali" nel mio cuore sono Lisbona e Londra. La prima perchè come dici tu è impolverata e ha quel fascino un po' decadente che la rende unica, la seconda per una questione affettiva (ci vado molto spesso perchè ho cari amici che vivono li) e per le sue "atmosfere"

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  2. Io per il Portogallo ho una passione da quando ci ho messo piede la prima volta, proprio per il suo fascino decadente e struggente. E Lisbona non fa eccezione... e poi che luce!
    Londra è piaciuta molto anche a me ma non ne subisco il fascino (il moroso invece ne è completamente innamorato).. ma ci sono stata solo una volta.. magari con una frequentazione più assidua! :-D

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