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Helsniki: inaspettata art nouveau

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Forse mi sono troppo concentrata sulla natura finlandese e non ho letto con attenzione le pagine delle guide dedicate all'architettura di Helsinki, forse pur leggendole mal influenzata da tanti che dicevano che da vedere c'era proprio poco in città ho pensato non ci fosse niente di speciale.
Fatto sta che anche le passeggiate nel centro della città mi hanno riservato tante belle sorprese. Una è stata senz'altro l'enorme presenza del mo stile preferito: l'art nouveau.





Qui questo stile si declina in un modo proprio e tipico, assolutamente finlandese nonostante le chiare influenze internazionali (ha attraversato l'Europa a cavallo tra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento). Uno stile che qui è noto anche come Careliano dalla regione, la Carelia, che è la patria dell'opera che più di tutte ha influenzato questa corrente artistica: il poema epico  Kalevala. 

Uno stile che qui è molto più asciutto rispetto al resto d'Europa, molto più semplice e rigo…

Helsinki: un parco con una città in mezzo

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Il giorno prima della partenza mi manda un messaggio l'host di Airbnb, che avevo scelto con molta cura, per dirmi che casa sua aveva subito dei danni a causa dell'acqua e quindi era costretto a disdire la nostra prenotazione. Ed è scattato il panico: perché sapevo che avrei pagato molto di più e perché vedevo allontanarsi l'ipotesi della mia passeggiatina tanto agognata!  Effettivamente ho pagato un po' di più (ma Airbnb con un ottimo servizio clienti mi è venuta incontro offrendomi un voucher che ha coperto in parte l'incremento) e la passeggiata immaginata non l'ho fatta (ma ne ho fatte molte altre). 
La nuova sistemazione l'ho trovata al confine di Töölö su uno dei due vialoni principali della città: Mannerheimintie. Studiando attentamente la cartina ho visto che Seurasaari (il traguardo finale della mia passeggiatina) era davvero vicina, e lì mi sono un po' tranquillizzata.  Ma guardando e studiando Google Maps mai mi sarei immaginata quello che ho …

#in5foto: Tallinn in 5 fotografie

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Oggi inauguro una nuova rubrica del blog, che vuole essere bi-settimanale (sapete che sono un po' particolare). La rubrica sarà chiamata #in5foto e vuole raccontare una città (o un viaggio, una regione, ecc) in 5 foto. Non sono una fotografa, scatto per imprimere nella memoria momenti, situazioni, emozioni. Così come le vedo in quel momento, con una macchinetta compatta che fa rabbrividire mio cugino (lui sì fotografo in erba) e velocemente (a volte neanche mi fermo). Sicuramente questo si vedrà negli scatti, non vogliono essere messi qui per far vedere quanto sono brava. Ma solo per raccontare una città, non solo a parole.
E allora partiamo, e partiamo dall'ultima città che vi ho raccontato: TALLINN






Pirita: la spiaggia sul baltico

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Proseguiamo la conoscenza di Tallinn (fuori dal classico giro dentro le mura) e dirigiamoci verso Pirita.
Mentre pensavo al mio viaggio #Tramontianordest riflettevo su quanto mi sarebbe piaciuta una giornata tutta in spiaggia. Certo non stavo vistando latitudini famose per distese di sabbia bianca e cristallina e temperature idonee. Però era quasi un pensiero fisso (sempre dietro al cibo, chiaramente).
E così, indaga e scartabella, ho individuato le principali spiagge di Tallinn ed Helsinki. E quella che più avevo voglia di vedere era proprio Pirita. Ora mi serviva solo una splendida giornata di sole. E non ho dovuto sforzarmi molto per averla, il sole è stata infatti una costante in questa vacanza.

Pirita dunque è stata, per ben due pomeriggi alla fine. E non posso che consigliarla. È una lunga distesa di sabbia fine, contornata da una bella pineta. Spiaggia libera, non attrezzata. Per cambiarsi ci sono cabine disseminate un po' ovunque, insieme a panchine, giochi per bambini e …

L'educazione siberiana

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L'educazione siberiana è un libro che mi ha suscitato emozioni contrapposte. Innanzitutto, chi mi conosce lo sa, sono tendenzialmente una noiosa brava ragazza che ha sempre cercato di stare lontano da "cattive compagnie" e guai in generale (con risultati più o meno soddisfacenti), quindi rappresenta un mondo e un modo di pensare che mi sono del tutto estranei.
Inoltre odio armi e violenza più o meno come odio i pregiudizi e gli scarafaggi, e qui di armi (e di violenza) ce n'è a pacchi.
Ma proprio perché odio i pregiudizi amo leggere di tutto e imparare cose diverse, senza avere troppi filtri e idee preconcette.
E le idee preconfezionate questo libro ve le farà proprio buttare.
Il racconto è quello di una società borderline sotto ogni punto di vista. Di fatto nomade per sua stessa natura e per necessità (e obblighi - leggi deportazioni), legata alle tradizioni (siberiane) pur essendo dalla Siberia lontana (vedi sopra).
Una società criminale (nel vero senso della parol…

Kalamaja - l'altra Tallinn

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Qualche tempo fa ho letto "Il treno per Tallinn" e da quel momento ho capito che il quartiere dove volevo dormire a Tallinn (prima tappa del mio tour chiamato #Tramontianordest ): Kalamaja.






Kalamaja, ho scoperto, è il vecchio borgo dei pescatori (Kalamaja vuol dire "casa di pesce" in estone) e affonda le sue radici nel '300 quando Tallinn era per lo più un borgo di pescatori. Successivamente il volto del quartiere, che si estende dal porto alla stazione Balti (Balti Jaam) e su fino al porto degli idrovolanti, cambia ancora nel 1870. In quell'anno, proprio dalla nuovissima stazione Balti partono i treni per San Pietroburgo e improvvisamente il quartiere diventa il centro nevralgico delle grandi aziende. Qui nascono moltissime industrie di vario genere, approfittando della vicinanza alla stazione. E il quartiere diventa la base ideale per gli operai.


E questa è stata l'identità di Kalamaja fino a qualche anno fa. Quartiere periferico e poco considerato. …