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Piccoli suicidi tra amici

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La Finlandia si appresta a festeggiare San Giovanni, l'estate, la luce. Intorno è tutto luce, natura, falò accesi e gioia di vivere. O almeno così sembra.
In realtà per molti è solo un giorno in più da combattere contro le tenebre.
Ed è così che due persone si incontrano nell'ultimo atto della vita e danno il via ad un'avventura inaspettata, ricca di divertimento e colpi di scena, che dalla Finlandia li porterà in giro per l'Europa.

E questo viaggio sarà il viatico per parlare di se stessi, dei problemi personali e di quelli più generali. Riscoprendo nell'altro un motivo per amare la vita. 
Un romanzo divertente, di un umorismo a volte tremendamente nero, dissacrante, tremendamente allegro.
Perché la cosa più importante è non prendersi mai troppo sul serio e non pensare mai di essere soli.

L'importanza della comunità, dello stare insieme e del condividere le proprie disgrazie è proprio la base di questo romanzo di Paasilinna, che torna su temi già trattati in &…

Wrocław: qualche indirizzo interessante a Breslavia!

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Wrocław è una città ricca di locali, ristoranti e caffè. Essendo anche molto economica per noi, grazie ad un cambio molto favorevole, è possibile godersela senza fare conti eccessivi. Qui vi voglio parlare di alcuni luoghi che meritano un passaggio mentre siete in città, per dormire, mangiare o bere una birra.

DORMIRE
Vi consiglio caldamente l'ostello dove abbiamo alloggiato noi:HART - Hostel&Art.In piena Nadodrze, una zona a pochi passi dall'università, in pieno sviluppo, abitata da giovani e con qualche buona opera di street art in giro (in ostello hanno un mappa della zona per conoscerla al meglio!). L'ostello è molto più di un semplice ostello, ospita infatti esposizioni d'arte, eventi  e conferenze. Ogni stanza è stata pensata e realizzata da un artista differente, nella nostra sembrava di essere circondati dalle nuvole.
Per tre notti abbiamo speso (con bagno in comune con altre due stanze) 80 Euro in doppia.




MANGIARE
La cucina polacca non è niente male! Io vi c…

Breslavia: tra gnomi e pierogi alla scoperta di una giovane fenice

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La città di Breslavia (Wrocław in polacco) ruota attorno a Rynek, la piazza principale e una delle più grandi d'Europa. A mio avviso è anche una delle più belle, quadrata, piena di palazzi bellissimi e riccamente rifiniti, con al centro il vecchio municipio. Ci si starebbe ore e ore, osservando continuamente particolari differenti.
Ma Breslavia è molto più di questo.
Breslavia è palazzi ex regime sovietico sgarrupati , bei palazzi liberty da sistemare, accanto a facciate splendide, restaurate da poco. Mi ricorda un mix di città: Stoccolma per il suo lato nordico indiscusso, che si ritrova pienamente a Plac Solny, Dresda per la sua capacità di ricostruirsi e la sua rinascita in questi ultimi anni e Lipsia per il carattere mai domo, ribelle, e il mix di bello e sgarrupato che si vive tra le sue strade.

Wrocław è una città giovane, e il suo cuore pulsante è l'università, fondata nel 1702. L'aula Lepoldina ne è la regina indiscussa, una grande opera di ricostruzione di questi …

Il libro degli specchi

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La morte di un rinomato professore, nel 1987 a Princeton, è rimasta irrisolta. Avvolta nel mistero. E la vita di molte persone che ruotavano attorno al professore è cambiata dal quel giorno di dicembre. Cosa è davvero successo è ancora un mistero che però potrebbe essere risolto da un libro scritto da uno dei protagonisti: Richard Flynn.

Allora studente, era stato uno dei principali sospettati all'epoca. Ma non c'erano state prove a sufficienza (e aveva superato il boligrafo).
Peter Katz riceve il primo capitolo del manoscritto e decide che vuole pubblicare la storia, ma Richard Flynn muore prima di riuscire a consegnare il libro, che non si trova.

Da qui partono le indagini che Peter affida a John Keller, un suo amico di vecchia data.
E da qui partono le molte versioni di ciò che è realmente accaduto quella sera. Ognuno smentisce l'altra e ognuna pare credibile.

Un giallo scritto su più livelli e ambientazioni che non smette di offrire colpi di scena e nuove prospettive, …

Mondo senza fine

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Ed ecco tra le mani compare un tomo di 1.300 pagine. Lo guardi e un po' ti spaventa. Poi inizi le prime pagine e già sei triste all'idea che prima o poi finirai di camminare per Kingsbridge in comapgnia di Caris e Merthin..

In un certo senso è il seguito de "I pilastri della terra", ma la storia si svolge circa 200 anni dopo e i personaggi sono dei pronipoti di quelli conosciuti in precedenza. I problemi però sono più o meno sempre quelli, la lotta tra il priorato e i cittadini, il potere mal esercitato dai padroni sui contadini e il tentativo di emancipazione delle persone nella società.
Come i pilastri della terra il libro è attualissimo, pur essendo ambientato nel '300 (e questo dovrebbe dirci molte cose). In questo caso uno dei temi centrali è il ruolo della donna, nella società e nella famiglia. I problemi delle donne, il loro tentativo di affrancarsi dal gioco maschile e la loro indubbia capacità di mandare avanti la famiglia (e la città) in momenti di cris…

Portare l'Alto Adige in un piatto

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Una delle cose che ricorderò con più piacere della settimana passata a San Candido sarà di certo il risotto al pino mugo assaggiato al Miramonti, una meraviglia assoluta. Delicatezza e gusto.
Così, una volta a casa, non trovando gli ingredienti necessari per riproporlo ho cercato di ricreare quella delicatezza per riportarmi alla mente quel ricordo.

E così, via con un delizioso risotto ai porri mantecato al formaggio di San Candido (o Innichner).




La ricetta è semplice:
si fanno rosolare due porri insieme a un po' di cipolla, un cucchiaio di olio e una noce di burro. Poi si aggiunge il riso (due pugni a testa più uno per la pentola) e lo si fa tostare. Si sfuma con un buon vino bianco secco, e poi si continua la cottura con un bel brodo vegetale a cui ho aggiunto due croste di grana padano. Io avevo anche un po' di Kaminwurst e ne ho aggiunto due fettine tagliate in quattro al soffritto.
A cottura ultimata, ho mantecato con l'Innichner e un po' di burro.

OTTIMO. E chiu…

La magia della Valle Aurina: potenza della natura

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Da San Candido, dove alloggiavamo, alla Valle Aurina il viaggio con i mezzi pubblici è comodo anche se un po' lungo (circa 2 ore).
Si parte dalla stazione alla volta di Brunico, scendendo a Brunico nord/ospedale e da lì, due passi fuori dalla stazione, si prende il pullman diretto in valle Aurina.

Mentre si sale si passano bellissimi borghi e paesini, che meriterebbero una visita di per se, come Campo Tures/Sand in Taufers. Più si sale più il paesaggio si fa largo tra le casette.

Superato San Giacomo si è di fatto immersi nella natura, la strada si stringe un po', il fiume scorre vicino, le pareti delle montagne non sono lontane e la natura è sempre più protagonista.
Poi si arriva a Casere/Kasern. E lì la strada finisce, parte il sentiero (che d'inverno è anche pista di sci di fondo), immerso totalmente nel paesaggio dolomitico. Dopo il primo rifugio e la Cappella del Santo Spirito, finisce anche la strada asfaltata. Solo sentiero innevato (o di terra battuta a seconda de…